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Anni di piombo

Osservando
le macchie di sangue
immaginava
gli ideali confusi,
la rabbia gridata
dal tamburo dei fuochi,

immaginava
il corpo ancora caldo,
inutile sacrificio
al rumore regalato,
trovava
il terrore assassino
negli occhi bambini,
ascoltava
le risa degli altri
improvvisamente liberi
dal pegno richiesto,
le grida isteriche
di chi era diventato
invincibile

Comprendeva
i muti dubbi,
l'irrimediabilità del gesto,
Il dolore degli amici,
il pianto degli ipocriti
nascosti tra i palazzi,
menti di un orrore
selvaggio, profeti di una
pace borghese.

Pensava a suo figlio
in quella guerra già morto,
ucciso da chi odiava il potere,
morto senza riuscire a capire
che quel assurdo scontro
tra bande era solo un gioco
sanguigno, che loro ideali
erano idee confuse
dall'inteligenza dei grandi.

Ricordava il suo sangue
nel suolo, provava un odio
profondo per il silenzioso
mandante di un giovane
corpo, per la demagogia
della guerra, nascosta
nella ipocrisia della pace.

 

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4 commenti:

  • clem ros il 29/04/2010 08:45
    un ricordo poetico di anni fi fuoco, dove la ragione ha lasciato il posto all'odio, alla violenza. Non è possibile risolvere i problemi con la violenza.
  • francesco verducci il 25/03/2010 18:07
    La violenza crea miti inutili cosi come inutile è la violenza.
  • Anonimo il 30/12/2009 20:22
    Secondo me la violenza si può raccontare, poetare ma rimane sempre orrore per vite perse in nome di ideali che partono dall'alto e chi combatte non sempre arriva a capire...è per sopravvivenza che si continua a combattere...
    Bravo Giancarlo, fa sempre bene mettere in evidenza che fuori dalle nostre porte di casa, diversi tipi di violenza, esistono anche se non vediamo con gli occhi...
  • Anonimo il 30/12/2009 20:04
    la ricerca della perfezione nella metrica, nel trovare la parola giusta, la rende meno emozionante di quanto poteva essere, dato anche un contenuto molto intenso. complimenti, però.