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Shock (dedicato a un amico morto di eroina)

Sai che discendere vuol dire
la voglia di non poter più salire
e allora immergi i piedi nello stagno
riflesso
alzi gli occhi al cielo
e ti lasci andare
dove la corrente ti porta
Beve lo sciocco ai tuoi piedi
e ancora non sa che ci sei
GRIDA
il fumo esce dalle sue orecchie
ti ha sentito
“cosa c’entra il lupo in questa storia?”
PESTALO
il sapore che il suo odore sparge
ti porta al passato
devi discendere ancora
dove le rane sono di un solo colore
mentre dolci sirene sorridendo
t’invitano al loro banchetto d’amore
suoni dolci investono i tuoi sensi
l’esistenza e la morte ora
sono una cosa sola
È sempre più difficile salire
gli occhi sono bianchi
ci vedi o no non importa
scendi
è questa la sensazione più immediata
mentre che succede in realtà
non lo sa neppure il vecchio saggio
che ha percorso tutta la vita
alla ricerca della verità
Fumo, montagne di fumo ti investono
forse è questa l’origine
un grande fuoco senza fiamma
Quando smetti di pensare ti accorgi
che hai l’acqua fino al collo
l’alternativa è là
mentre l’ermafrodita ti tende la mano
e ti offre la tua sessualità
Girare velocemente senza bussola
hai perso la strada della risalita
ma l’odore di vita è forte
e non t’importa
devi scendere ancora
il tuo pene ti abbandona
“non ne hai più bisogno”
ti grida una voce dentro
cominci ad aver paura
scendi molto velocemente

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6 commenti:

  • DANIELE CREPALDI il 25/11/2007 14:41
    La sensazione che mi trasmette è quella di una nota di banalità, d'altro canto il tema è particolarmente impegnativo. Si coglie, per tua fortuna, una sottile inesperienza in materia.
    L'aspetto aulico... credo che lasci meno a desiderare in altre tue opere...
  • augusto villa il 07/06/2007 22:26
    Molto bella e carica d'immagine, ma penso che chi comincia, lo fa per sopire il dolore interiore di sentirsi già buttato in partenza...
    Buttato in un mondo che non t'appartiene ed al quale non vorresti mai appartenere... per svariate ragioni che non sto ad elencare e che comunque possono essere soggettive.
    Ciao! con stima.
  • miryam maniero il 10/01/2007 15:15
    brivido... un tunnel di gelo e tanta amarezza, rudy ho sentito in questa tua prosa... difficile comprendere il perchè ci si butti via così... o forse no.. è un forte soffrire la vita per le tante bruttezze che ci butta addosso e cercare le piccole gioie che nasconde non sempre ci si riesce.. nn tutti riescono ad acchiapparle... certa è una cosa... tanta è stata la sofferenza sua...
    e tua...
    un caro saluto rudy
  • Anonimo il 04/12/2006 12:15
    Prima di tutto complimenti per il "Rudy Mentale" geniale.
    La tua lirica è molto complessa, e nonostante la lunghezza, è scorrevole e molto ben scritta. Il contenuto poi... rende l'immagine della confusione... della bruttezza... della disperata strada... che si percorre nella droga. Difficile. Molto difficile capire. Mi è piaciuta molto. Se hai tempo leggi la mia "Per Andrea". Con stima.

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