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Solo

Mi sento solo
Estremamente solo
Disperatamente solo
Come un vuoto che non si può colmare mai
Come un sentimento che non può essere mai
Compreso
Alleviato
Assolto
Intravisto
Sposato
Innamorato
Come se su un fiume lontano
Volassero pesci per altri ami
Che io non so spedire
Alti nel cielo
E a niente servono le mie parole
Che cercano di rompere i muri
Creati dagli uomini
Per nascondere le loro infinite
Debolezze
Come fossero fiori sacri
Creati da Dio
E ti accorgi che a nulla sono servite
Le risate
E ti accorgi che ti resta
l'amore
Del nulla
ad abbracciarti
come la morte
ed un sorriso ti prende -beffardo-
Non fossero bastate le bastonate
che sopportasti
Con diligenza
Senza gridare
-ah! disoccupazione-
I miei sogni
I loro sogni
I sogni di un'intera generazione
Capendo queste piccole virtù
Mi incammino su percorsi impervi
E distruttivi -ma noti e lieti-
non potranno colmare le solitudini dei poeti
Che leggiadre resisteranno
contro le potenze moderne
E così le Storie!
Ad esistere sulla Terra come ore prepotenti
I cammini saranno sempre!
Come il cielo ospita i piccoli uccelli
E il sole tutti i pianeti rotondi
Le piccole canzoni sapranno ancora

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2 commenti:

  • Salvatore Mercogliano il 04/01/2010 01:38
    L'affermato poeta Scalera scrive una poesia dove si potrebbe comprendere una parte del suo percorso di vita, si nota la sua solitudine in questo corrotto pianeta che non gli appartiene e le sue iniziali lotte sia fisiche che morali non gli sono servite a niente, solo " bastonate" , manganelli e disoccupazioni alla sua generazione e pure attuale. L'opera assume un carattere assolutamente libero dal punto di vista dello stile, ha una posizione economicamente antiborghese ma egli afferma anche che noi poeti siamo borghesi nell'anima, nobili intellettuali e forse una penna potrebbe fronteggiare con tranquillità "il mondo intero" . E come medicina all'infame solitudine c'è sempre l'amore. Bravo totò.
  • loretta margherita citarei il 03/01/2010 15:21
    denuncia di solitudine, bei concetti espressi

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