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Un popolo di lavoratori

Come pecore e cani
andiamo
verso un nulla senza ritorno:
bevendo vino,
colorando con i nostri sogni
da perfetti idioti vite
che non viviamo e che mai vivremo.
Siamo soli in un mare di solitudine:
è la razza umana:
sciocca, intraprendente,
volgare.
Siamo così.
E non c'è pietà
per noi
nel regno di Dio.
Non c'è pietà per noi
nel regno dei sogni
che non viviamo
e che vediamo
solo
attraverso i riquadri
delle nostre ipocrisie,
delle nostre menzogne
-le più delicate-.
Perché siamo delicati imbroglioni,
presuntuosi
quadri
picassiani
fatti solo di parole
e polvere.
Siamo fatti di piccole stelle cadenti
che trovano un loro non luogo
solo quando amano -amano!?-
qualcuno,
qualcosa:
una nota,
una carezza,
un'anima in viaggio.
Siamo l'aria che respiriamo
- e non sappiamo che siamo aria che respiriamo-.
Siamo carezze inespresse,
mai fatte.
Siamo i silenzi
-che non abbiamo-
quando di notte
un bambino piange.
E siamo i cani
che di notte
abbaiano in corsa.
E siamo le corse di quei cani.

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3 commenti:

  • Salvatore Mercogliano il 04/01/2010 01:51
    ah e pure dicevi che non avresti aggiunto poesie civili e delicate! Cmq bravo per averla aggiunta. È una poesia che rispecchia molto il modo di pensare di Pasolini, infatti il grande poeta bolognese scrisse un giorno : Ho passato la vita a odiare i vecchi borghesi moralisti, e adesso, precocemente devo odiare anche i loro figli... La borghesia si schiera sulle barricate contro se stessa, i "figli di papà" si rivoltano contro i "papà". La meta degli studenti non è più la Rivoluzione ma la guerra civile. Sono dei borghesi rimasti tali e quali come i loro padri, hanno un senso legalitario della vita, sono profondamente conformisti. Per noi nati con l'idea della Rivoluzione sarebbe dignitoso rimanere attaccati a questo ideale. »

    Per quanto riguarda me forse ancora non sono maturo per soffermare che siamo una massa di studenti stanchi di farsi sfruttare dallo stato! Ebbene non sono maturo però l'ho detto, avrò pure la possibilità di affermarlo!
    In questa poesia possiamo subito recepire il messaggio che vorrebbe dare il poeta scalera- sempre secondo il mio avviso- che il popolo italiano è un popolo indifferente, a molti piace la dittatura, siamo un popolo avido, vogliamo avere un solo capo intelligente che ci comanda e se la veda solo lui mentre noi ce ne stiamo ben comodi sul divano- noi borghesi- mentre ci sono altri lavoratori, altri disoccupati, altri studenti che sono in strada in cerca di Qualcosa, però forse non stanno lottando in manifestazione forse come facciamo noi ma stanno combattendo per una vita dignitosa!
  • Anonimo il 03/01/2010 22:35
    siamo tutto questo.. siamo le croci capovolte.. siamo.. le chiese rovesciate.. siamo oggi un umanita'
    espropriata da un idea di futuro.. Vogliono arrivare a far si che si cancellino anche le domande..
    toglierci il pensiero estirparci il cuore... DOBBIAMO trovare oggi parole nuove... ma di quelle che
    tuonano.. alzare i pugni e dire '' io sono e ci sono... per scardinare la solitudine delle persone
    bravo
  • loretta margherita citarei il 03/01/2010 19:14
    la trovo molto reale, piaciuta

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