Il cuscino dei sogni l'ha strappato senza pietà,
il becco ricurvo del corvo travestito da gabbiano.
Un di dondolava il fervido sorriso,
sull'amaca dell'anima rapita,
difeso dai raggi delle gemme.
L'ombra della vita
ha disteso il velo opaco sulla luce,
tentando di spegnere il bagliore dal cuore.
Non smetto di lottare, mie amate gemme,
anche se la stanchezza e la paura
mi raggiungono e mi circondano,
per privarmi dell'azzurro.
Voglio strappare dal battito impazzito,
questo drappo d'affanno e preparare per voi,
un infuso di carezze e baci,
riempire le nostre brocche per dissetarci
e conservarci così come siamo: Azzurre.
L'oscuro ha distrutto la libertà,
tentando di costruirci intorno una prigione di spine,
ma raccatterò sprazzi d'azzurro,
per farne batuffoli di morbido cotone anestetizzato,
volerò sopra il tempo
e cicatrizzerò le piaghe aperte.
Il fiore del mio sconfinato amore germoglierà,
perché i miei occhi hanno il dono della speranza,
sfiorerà i prati dell'immenso
si miscelerà alla danza del vento e al profumo del mare,
per lenire questo dolore
e soffocare l'immane paura.
Vi amo
Gemme fatate,
Mutate l'angoscia in serenità,
con le vostre risa ingabbiate il timore dell'ignoto
e con il vostro amore spontaneo
acquerellate d'azzurro il viso stanco.