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Liquido divenire

Il sole che insegue,
un filo rossastro di lana
siamo noi al cielo
come una nuova ascesa,
magri burattini di vento.

Estate di lune, secca di mare e terra
umori e sostrato di parole
ci legano immemori
e fasciano stretti
bambini dai giochi silenziosi.

L'antenna e il faro,
confini sensibili del tuo mondo,
segnano ore celeri
per chi non ha minuti
ma un borsello di rame vuoto.

Ti sfuggono luce e buio
(cornice di lacrime)
appendono nuovi lumi,
piccole faville sepolcrali,
tra il nero dell'oppio
e il rumore sottile del tempo.

(Liquami di noi, doni alla Dea
metafore tristi del nostro orgoglio,
piega la mano
il calice rovescia l'inutile lacrimare)

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 23/01/2010 21:33
    la seconda strofa è davvero bella, molto intensa
  • Patty Portoghese il 05/01/2010 18:53
    Particolare nei versi davvero piaciuta!
  • Anonimo il 05/01/2010 15:45
    Delizia di versi
    e sonorità simili a rintocchi di campana greve.
    Un lento, raccolto camminare in mezzo alle parole
    Letale e magnifica
  • loretta margherita citarei il 05/01/2010 15:33
    molto mi piacciono le tue poesie

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