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PENSIERDEPENSATO

Porte socchiuse
tra le stanze della mente
perpetuano il bisogno
di un sorriso

Come un viso nell'ombra
nel sussurro della notte
nelle nottate d'estate
di gelide risate che bruciano
ingannate nel fuoco del tormento
e nel vento diventano rumore.

Umore
nero liquido schizzo sulle pareti
sui gradini di una chiesa
sulla lista della spesa che spesso
dimentico a casa
quella casa troppo frequentata
pur non amata
e nel ricordo scordata deformata
confusa con un cimitero.

Spazio sincero e s'incera la faccia
quella vecchia comare
giù al mercato con aria regale
regalando consigli
pettegolezzi sfrontati fin troppo
ascoltati ma ora no! dissento e non sento
altro che pioggia nel vicolo
dove giocano a dadi i soliti
disertori e ubriachi e senzatetto e professori
e nel letto mi rigiro nervoso.

Provo a scordare quel figlio
ch'è morto a vent'anni e vorrei essere
io a lavare i suoi panni
nell'ora dell'addio ma Dio
non c'è si occupa
d'altro e d'altra parte
conviene
restare a letto e sognare
magari d'annegare nel fiume di
vergogna che
m'assale quando cerco di
scordare
d'essere solo al mondo e per il mondo
poco più che fumo
un bene di consumo consumatore di grumi di
spazio.

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8 commenti:

  • Anonimo il 23/01/2010 17:07
    Quest'opera è molto bella
  • Anonimo il 05/09/2009 12:18
    bella
  • Dolce Sorriso il 26/10/2008 21:38
    tanta rabbia implosa dentro di te
    molto bella la poesia
    bravo
  • Ada FIRINO il 23/10/2008 11:08
    Niente male, davvero! Mi è piaciuta molto.
  • Ariberto Terragni il 09/01/2007 22:11
    Deleuziana, preziosa, polivalente, beniana.
  • simona bertocchi il 07/12/2006 14:05
    Molto bohemien direi, un po' gtica anche comunque trasuda di ansia, di urla represse, di disagio che preme e non riesce a uscire.
    pIACIUTA

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