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Ipermercato sovraffollato

In fretta e furia eccoli parcheggiare
Sono le centinaia di persone che affollano il Carrefour
Quasi presi da una strana febbre invadono il centro
I carrelli rullano convulsi e il vociare è intenso

Come in un film di Romero si apprestano a comprare
I loro movimenti ricordano vagamente quelli degli zombie
Amorfi, indistinguibili, disarmonici
Nei volti di molti si nota una sorta di vacuità e noia
Sintomo della spersonalizzazione portata dalla modernità
Di quello che invitabilmente questi non-luoghi recano allo spirito
Questo continuo e obbligato approvvigionarsi di cibo
Li fa sembrare dei predatori ingordi e stressati

Le marche pubblicizzate troneggiano su ogni scaffale
S'illuminano di luce propria e attirano i più ingenui
Le pupille di questi sono tonde e ipnotizzate
Come quando vedono le réclame in tv

I marmocchi strillano e si avventano impetuosamente su merce e persone
I genitori distratti li lasciano fare
Tanto i bambini sono bambini, devono scaricarsi
Intanto quelli intorno sopportano in silenzio

Alle casse lunghe file caotiche inevitabilmente si formano
Visi pallidi e snervati si guardano di sfuggita
Alcuni riscoprono il piacere di parlarsi
Molti si rifugiano nei loro pensieri
Ti guardano frettolosamente e se ne vanno
Le cassiere svolgono senza interesse ed entusiasmo il loro lavoro
Fanno ad ognuno le medesime domande: " Ce l'ha la tessera?"
Così come tanti manichini alla catena di montaggio
Meno male, è ora di andare...

Quando i singoli individui avranno di nuovo importanza
Il mondo sarà un luogo per tutti e non di tutti

 

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