accedi   |   crea nuovo account

Solitudine jazz

Sorella solitudine, tu corri in riva al mare
dove l'onda non si piega
né sfugge al suo sentire
neppure il tentennare l'appartiene,
d'altra parte, quale indugio è figlio ai sogni?
Che musica è la tua? È forse un jazz tremendo
di Billy Strayhorn con Duke Ellington
in Take The "A" Train
che impazza in me, di notte in notte
e dieci volte dieci, anche di giorno.
Un tempo pensavo di assomigliarti sai?
Ero completamente folle,
oggi credo nella sobrietà delle cose
ma non è esattamente così.
Ogni sciocchezza, in queste passate lune,
anche solo sospirata,
è stata stravolta dagli eventi
e allora di cosa vogliamo parlare veramente?
E cosa si vuole sognare obiettivamente?
Di noi che non sappiamo niente
o di quel poco in cui speriamo e non amiamo fare?
Ho raggruppato alcuni versi sciolti e ancora scritti a penna,
nudi come indomiti puledri col crine al vento,
li ho spacciati per nuovi di zecca
ed erano già out da più di vent'anni.

 

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:

  • Anonimo il 29/01/2010 23:43
    mi hanno affascinato questi versi
  • loretta margherita citarei il 13/01/2010 17:39
    bellissima poesia ben scritta

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0