PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Via Madre di Dio

Abitavo in via Fieschi lì al sesto piano.
Tra Ponticello e via Madre di Dio.
Col suo lavatoio la casa di Paganini e i fabbri.

All'aperto, un po' più distanti, sotto le mura
c'erano loro.
A torso nudo falda di cuoio martello in mano.
Battevano il tempo su ferri roventi.

Non ho mai fatto una foto. Peccato.
Oggi non c'è nulla di allora. Oppure poco.
Ci fu un maglio al lavoro, lento.
Prima sul tetto poi giù di colpo sul pavimento.
Dal piano alto trascinava giù i piani sotto.
L'atto finale restava la polvere, smorzata appena
da un getto d'acqua.

Qualche foto l'avevo. Ormai però
non so più dove sono. Peccato ancora.

Ma i ricordi sono tutti qui con me
stretti a me, tra i gesti miei, nel mio parlare
nel quotidiano mio ricordare.

Infatti di sera, che del suo buio a volte abuso,
io mi ritrovo a cercar dettagli
su quel suo vicolo o su quei visi
o sulla scala che io scendevo
o sullo scorcio dietro la piazza.

Ma i dettagli di allora ormai
se non li ho persi del tutto
li sto perdendo nel tempo...

 

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

14 commenti:

  • Grazia Denaro il 05/02/2012 19:13
    È bello ricordare i tempi passati, anche se a volte ci portano tanta nostalgia.
  • Sabrina Blasi il 06/02/2010 20:33
    Ho letto alcune delle tue poesie e sono completamente rapita. Per ogni argomento hai parole bellissime e pensieri profondi che colpiscono mente e cuore. I più sentitti complimenti però te li faccio sulla poesia che parla della mia genova.. Sabrina.
  • Rosarita De Martino il 30/01/2010 20:22
    Caro Fabio, nel comunicare poetico sei riuscito a condurre noi lettori in questi intricanti vicoli, dove viveva l'arte di antichi mestieri, tuttavia non hai capito che le foto li possiedi, perchè sono infilzate nella tua penna. Complimenti vivissimi. Rosarita
  • Amorina Rojo il 30/01/2010 11:06
    gabriele... ma che ti sovvien... che tu ha bevuto?... questa 'un è poesia?... la mì ptreferità?... sol perchè a te pare prosastica?... se voi in privato ti d0 la definizione di poesia che puoi trovà sull'enciclopedia treccani... dimmi s'è poco... qui in questa poesia di stò scorbutico del fabio ci sò tutti, credimi... bacino a te e a lui
  • fabio martini il 30/01/2010 09:16
    che stupide ritorsioni... gabriele
  • Anonimo il 30/01/2010 09:10
    questa non è poesia: è prosa, poetica forse (il tema del ricordo è uno dei miei preferiti), ma pur sempre prosa. troppo facile spezzarne la continuità con la forma in versi. il ritmo rallenta un po' quando, nella terzina 'ma i ricordi...', inverti la posizione di aggettivo e sostantivo: 'i gesti miei', 'nel quotidiano mio ricordare'
  • Amorina Rojo il 30/01/2010 08:10
    scusa fabio... lo so che sei incazzoso...è perchè hai perduto questo tuo grande amore? ma guarda che 'un gli è vero... genova è sempre li che t'aspetta come penelope il sù ulisse.. ciao ganzo... mi raccomando...'un fa la spia!!!!
  • karen tognini il 29/01/2010 18:40
    bella... bravo
  • Antonietta Mennitti il 29/01/2010 18:09
    È un grande poster questa poesia Fabio. Bravo!
  • ANGELA VERARD0 il 29/01/2010 11:54
    immagini della mia città rievocate in questi versi maliconici...
    mi ricorda la storia del fantasma della vecchina che dicono aggirarsi proprio in Via Madre di Dio cercando la propria casa in Vico dei Librai...
  • Piero Simoni il 15/01/2010 18:54
    È vero, non hai le immagini, ma hai le foto della memoria.
  • loretta margherita citarei il 14/01/2010 21:54
    si perde sempre qualche caratteristica, per fare nuove cose in città piaciuta
  • Anonimo il 14/01/2010 21:39
    Mura di Malapaga, Piazza Sarzano, Vico Del Sarto, posti a me ben noti, quasi tutto distrutto per far posto alle orrende gallerie. Peccato...
  • Amorina Rojo il 14/01/2010 14:18
    malinconia di vita trascorsa che si fa strada nei ricordi. meritava spazio il batter del martello dei fabbri al lavoro, il lavatoio ed il maglio, che io non ho mai visto. però mi sono sentita in via fieschi, li con te.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0