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Io, barbone

L'aeroporto è deserto a quest'ora:
io vado famelico e mi aggiro
per l'edificio alto, mi guardo attorno,
come una belva in cerca di preda.
Ne conosco ormai anche il più nascosto angolino:
è la mia casa di giorno,
il mio giaciglio per resistere
al freddo della notte.
Quanti di noi sarebbero morti,
se il custode non ci lasciasse entrare,
quando fuori nevica o c'è il gelo,
a riscaldarci e dormire!
Io sono più orgoglioso degli altri:
spesso è lui che mi costringe ad entrare,
con la scusa d'offrirmi un caffè.
Chissà cosa saremmo senza di lui,
come faremmo senza le sue parole amiche.
Dovremmo cambiare città,
cambiare vita forse, rassegnarci a morire.
I posti migliori per dormire sono occupati,
saprò accontentarmi del sottoscala.
Ho fame ma non oso chiedergli da mangiare:
mi darebbe il panino, che la moglie
gli prepara perchè il suo stomaco
passi la notte, senza languore.
Lui lavora e ne ha il diritto,
io per questa sera posso permettermi
di digiunare.
Mi consolerò col suo panino di domani.

 

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13 commenti:

  • Rosarita De Martino il 16/01/2010 17:50
    Descrivi con molta amarezza e con naturalezza la quotidiana vita del barbone, che può riscaldarsi e nutrirsi solo per mezzo di un raro sorriso amico.
    Ti saluto caramente. Rosarita
  • Cinzia&Donato A4Mani il 15/01/2010 22:52
    Ottima riflessione.
    Bravo
  • Viky D. il 15/01/2010 22:40
    Hai dato voce ad uno dei tanti uomini invisibili delle nostre città. La forte carica emozionale di queste parole mi ha commossa.
    Tanti complimenti.
  • Aedo il 15/01/2010 19:12
    Racconti in prima persona, con viva partecipazione emotiva, la storia di tanti esseri umani, che il nostro contesto sociale emargina senza alcuna pietà. Bravo!
    Ignazio
  • Anonimo il 15/01/2010 18:36
    Salvatore sei il massimo... raccontato come se lo vivessi, toccando un argomento spinoso!!!
    Bravo...
  • Vincenzo Capitanucci il 15/01/2010 17:35
    Sempre bravo... Salvatore... a toccare i problemi importanti della nostra società... con molta sensibilità... ed un pizzico di umorismo...
  • Anonimo il 15/01/2010 16:55
    Un tema toccante e reale che al di là del problema oggettivo dell'accoglienza nei confronti di questi nostri "fratelli" pone il problema della comprensione delle loro scelte.
  • loretta margherita citarei il 15/01/2010 16:11
    stupenda descrizione che tocca dentro bravissimo
  • Paola B. R. il 15/01/2010 15:42
    Entrare in empatia con loro non è facile... Bravo!!!!
    (... e grazie per i tuoi commenti incoraggianti!!!!)
  • Patty Portoghese il 15/01/2010 15:21
    Particolari versi per un tema molto difficile, la solitudine in strada la chiamerei io... molto piaciuta e come sempre condivisa, ti abbraccio Sal.
  • Dolce Sorriso il 15/01/2010 14:59
    molto bella e vera
    piaciuta
  • Antonietta Mennitti il 15/01/2010 13:43
    Bravissimo e' una realta' triste... Ogni tanto e' doveroso pensare anche a loro!
  • karen tognini il 15/01/2010 13:37
    È triste... ma la realtà
    è davvero così... come l'hai
    sapientemente descritta...
    Bravissimo...

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