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Saturnia

Quella stanza era piena di te
solo di te

Un quadro sul un lato
a est
una finestra a ovest
una sedia di legno
al centro esatto del perimetro
come sospesa
sul pavimento
bianco latte

La sciarpa mi coprì gli occhi
a un certo punto
e la seta scivolò sulle ciglia
che si arresero
al sorriso

Mi sedetti
respirai piano
ma i timpani sentivano la pressione
delle cadenzate
schioccanti
implosioni
del petto

Entrò il gelo
quando apristi alla pioggia
e mi morsi le labbra
quando l'acqua
mi raggiunse le dita
dal cielo al tuo bicchiere
da questo
a me

L'abito
si dissolse
in uno scampolo rosso
sotto i miei piedi
freddi e scalzi
ma i miei polsi
non si mossero
dalla morsa
delle tue corde

Il buio
divenne
vertigine di giostra
mentivo
muta

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5 commenti:

  • Anonimo il 31/01/2010 12:59
    Davvero stupenda! Non vorrei sbagliare, ma l'intera poesia sembra la cronaca di un parto dal punto di vista del nascituro. Coinvolgente descrizione di un desiderio di rinascita.
  • Anonimo il 29/01/2010 10:24
    la versificazione non mi è piaciuta
  • laura cuppone il 25/01/2010 17:22
    Saturnia é una farfalla
    notturna
    nasce e decide di restare
    solo per amore
    allora soffre per le ali
    e ottenerne la libertà.

    grazie Federico e daniela.

    Laura
  • Federico Ghillino il 22/01/2010 19:50
    Bellissima!!! molto espressiva, il finale lo trovo potentissimo...
  • Anonimo il 22/01/2010 19:50
    Rinascita... realtà e sogno che si intrecciano... ciclo vitale riconducibile a Djana...
    bellissima Laura... complimenti

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