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La crisalide

E divenne ruvido, ringhiava attraverso la plastica in un recinto di scogli affondati.
Le unghie si frantumarono. Una specie di ombra lo rivestiva come un sipario.
Disse: "Hai mai indossato corone di boccioli e preghiere?"

La nebbia cade.
Lo sguardo tace.
L'abbraccio infedele scambia il martirio per l'ipocrisia.

E divenne fumo che s'infrangeva contro i palazzi.
Le tirannie evaporano, liturgie impazienti vengono calpestate:
Disse: "Forse un'amnesia mutilata ne è l'erede innocente."

L'icona è vuota.
Le labbra ora sono epifania enarmonica.
Un tergicristallo spezzato. Una gloriosa vendetta si consuma nel fiato.

E divenne una freccia che sfida le costellazioni.
La casa di tutte le parole si sciolse in un vortice intoccabile.
Disse: "La Croce e il Cerchio hanno tradito l'esistenza."

La crisalide non abita più in questo vessillo di petali.

 

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1 commenti:

  • bruno guidotti il 15/05/2013 06:48
    Possente poesia, profonda nelle espressioni le quali creano scenari altamente suggestivi, poi: cosi vera.

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