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Esco

Esco
nell'aria che sa di piombo
e gennaio
ancora per poco
a calpestare
marciapiedi stretti e vagamente
rossastri

So che mi mancheranno queste strade
tutt'ora sconosciute
e queste ore
così morbide
e lascive

Cosa comporta
una riflessione ovvia
non spiega comunque nessuna stoffa
nessuna assenza di trucchi
nessuna pozione da ingurgitare

Sono stanca ma tendo
irreversibilmente
alla remissione delle armi di pezza
convogliando le mie ragguardevoli ovvietà
in un saluto di buon
giorno

Ansimano senza battaglia
corrugate fronti di usurai e destrieri
e non commuteranno mai
in vespri sognanti le loro impressioni
mattutine
e non rischieranno mai le loro mani
in cambio di denti

Un baratto così é inconcepibile
per chi teme d'aggiungere al mai tolto
é un peccato mortale
come la rinuncia
al respiro
e alla spontanea volontà
del cuore

Un dormiveglia assale
i miei sensi
ma cercherò nelle foglie d'occhi
lo stimolo alla non
parola
che poi é quella che colmerebbe
ogni
benedetto
orecchio.

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 31/01/2010 11:53
    Doversi adeguare e conformare all'ovvietà dell'uomo, alla sua miopia durante una passeggiata sui marciapiedi della vita. Chissa quanti desideri condensati in questi versi. Perdona la mia presunzione
  • Cinzia&Donato A4Mani il 26/01/2010 21:45
    Una passeggiata fruttuosa a quanto pare!
    Molto bella!
    Un abbraccio...
  • loretta margherita citarei il 26/01/2010 19:40
    esci più spesso, così scriverai ancora splendidi versi come questi
  • Anonimo il 26/01/2010 18:29
    .. esco mi metto in ascolto muta e tu mi arrivi con questi splendidi versi..
    poesia..

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