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Nàrkissos

Nulla é restato
di me
in quella stanza
come nulla ricorda quella sedia
stanca

Approssimandomi al giorno
lo guarderò negli occhi
bagnati di brina come foglie
ardenti
al tramonto

La notte passerà svelta
incappucciata e magra
le sue divinazioni saranno giochi di specchi
e abbandonate fissità di momenti

Esercitandomi a pensare
alla lettura di mani
pesterò il sale che secca le narici
sarà muschio e panna di alce
sarà sasso tondo e lago di stoppie

Saremo venti direzionali
in larghe vedute pirografiche
e bucheremo il legno
nostro compagno di fuoco

Forse l'abbandono non è che la vendetta
d'una guardia al tesoro postumo
forse la sua estate solleverà gli umori
e le giunchiglie decideranno
il da farsi

 

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6 commenti:

  • Anonimo il 05/02/2010 17:08
    Ho spiluccato qualche tua poesia Lauretta, le trovo veramente interessanti.
    Sempre sognate e realistica, sai dosare leggiadra mentre un qualche fuoco divampa!
    Magnific! Ciao ciao.
  • Anonimo il 29/01/2010 10:21
    bella, molto onirica (qualità che apprezzo sempre in una composizione)
  • Salvatore Ferranti il 26/01/2010 21:55
    una poesia da cinque stelle che ho assaporato dal primo all'ultimo verso
  • loretta margherita citarei il 26/01/2010 21:35
    un'altra delle tue perle, piaciutissima
  • Anonimo il 26/01/2010 21:19
    Una poesia in cui le immagini si susseguono con ritmo e intensità!
  • Cinzia Gargiulo il 26/01/2010 20:58
    Ricca di immagini suggestive. Molto brava!
    Bacioni...

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