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A chi mi fu figlia un tempo

Anch'io potessi nella greve sera,
quando la luce è fioca e già si sente
gran freddo addosso e l'ore lente
trascorrono, sentire la sincera
tua mano lieve che la fronte sfiora
bianca, indugiando a rassettar le chiome
con dolce tocco, e la tua voce il nome
sacro del padre mormorare ancora.

 

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7 commenti:

  • Anonimo il 03/06/2010 12:46
    Quanto dolore si percepisce in questa tua,
    dolore paterno...
    Ti abbraccio.
  • Anonimo il 04/02/2010 18:08
    Poesia bellissima esprime molto bene i tuoi sentimenti
  • Anonimo il 27/01/2010 23:24
    Bella, struggente, sentita, un abbraccio.
  • Rino il 27/01/2010 22:32
    è molto bella... è struggente... ... un amore infinito di padre drammaticamente finito, il rimpianto è palpabile...
  • loretta margherita citarei il 27/01/2010 18:50
    è unica in bellezza tra le mie preferite la terrò
  • B. S. il 27/01/2010 16:15
    È meravigliosa Gian Paolo... hai l'età che avrebbe avuto mio padre se fosse ancora qui, e io sarei ancora sua figlia...
    Spero che il mio abbraccio ti raggiunga...
    con affetto.
    b.
  • cesare righi il 27/01/2010 16:02
    da 5st super molto bella e sentita. Bravissimo

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