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L'origine del niente

Mefistofele il mefitico
male maledettamente metafisico
mi mantiene mentre mi muovo.

L'invidioso individuo inizia,
inaspettatamente industrioso,
inoltrando ioni indesiderati.

Mefistofele mi morde,
mentre mangiavo mestamente.
Maledetto mostro!

Idolatra incontrastato
io, innalzando ignobili
idoli.

Caotico caos corporale,
foglie follemente ferme.
Mondo, mio, ma mostruoso.

Tempo, tiepido tampone
tu, tratti troppo
tristemente tutti!

Pazzia, pura poesia.
Sogno solo sagome.
Vedo veloci veicoli
volare voluttuosi.

 

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4 commenti:

  • Marco Ambrosini il 28/04/2010 20:59
    concordo con loretta poesia originale
  • licia ambrosini il 10/02/2010 21:54
    qui c'è lo zampino di: Colonna, ti ha fatto impazzire col greco...; Musolino, tra Bruno e Campanella te ne si sciut! ; Turtur, l'attesa di Cicerone preme... il ricordo di Lucrezio e Catullo sono troppo vivi... e infine Epicuro!!! lui ti ha ispirato più di tutti... ne sono certa! bravo Marcello
  • loretta margherita citarei il 28/01/2010 19:03
    complimenti originale poesia, ma non erano di dio i folli?
  • vincent corbo il 28/01/2010 18:55
    Bentornato Marcello! Che splendida poesia dopo tanto silenzio! Certo è un po' diversa dalle tue ma il cambiamento è la vita, non credi?

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