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A piedi nudi sulla neve

Camminerai a piedi nudi sui ciottoli del mondo
Scalza la tua carnagione oliva
s’anniderà nel dolore, raschiata
da strinature tatuate rosse,
calure accese da patimenti irregolari, precisi;
lancette perfette d’un rotondo quadrante di domande.

Incontrerai piogge e mulini a vento
sui quali ti scaglierai ebbra
di sdegno arrugginito
sorseggiato in tanti anni
di contrizioni vive,
salinità tumefatta a cumuli
in acini di fungosità macera
abbeverati alla fonte nutriente del tuo livore.

T’isserai un giorno s’uno sterrato
incolto,
disprezzato persino dalle capre,
acredini in aguzzi sassi
e verde limo inodore
sul quale lascerai passi come vendetta
e a nulla varranno le mie impronte medicamentose
sulle tue ombre, sterilmente
inseguirò un passo già lanciato,
da sponda a sponda,
ma paziente riuscirò ad appianare
le tue orme
riversandovi il pianto
tuo di sale che ho raccolto.

Così, rinsavito il suolo
nevicherà nuovamente cielo
coprendo con un’impalpabile incoscienza
i madidi germogli novelli di carne
della tua avvenente vita futura,
inavvertibili allo sguardo,
cederanno arrendevolmente
ai nuovi passi,
sanati e molli.
dei tuoi bei piedi scalzi
sulla neve nudi.

 

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8 commenti:

  • Paola Reda il 25/10/2007 22:23
    Mamma mia che effetto! Ho dovuto leggerla diverse volte per assaporarne (Tutto?) il senso. Versi usciti realmente dall'anima. Profondamente toccante.
  • giancarlo noferi il 18/10/2007 01:18
    versi molto belli, coinvolgenti, struggenti e forti.
  • Duccio Monfardini il 05/01/2007 16:12
    Mi piace, forse un po' troppo "piena" ma senz'altro ben scritta. Bravo.
  • Dora Millaci il 18/12/2006 13:38
    linguaggio assolutamnete evocativo. mi vengono alla mente immagini legate ad un martirio e ad un'espiazione... non so perchè. struggente questa figura che pare guardare da lontano, tentando di sanare un dolore. sempre bravo ivan.
  • alberto accorsi il 17/12/2006 18:07
    Francamente un po' troppo ricca di aggettivi e di immagini

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