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Celebrazione dell'uomo libero

C'è un inverno un po' sbiadito sul davanzale,
la gente lo protegge.
E nel mare senza sole, aldilà di questo tempo che tanto ha da raccontare,
il mio gemito ha il sapore di quel che sfugge ma non muore.
Quel che trovi nella notte e solo l'oro dei tuoi passi,
il correre di un blues
sul sentiero del silenzio, il voltarsi e il ricadere
mantenendo ancora il tempo
senza mai cercar la fine, senza proseguire a stento.
Il mio sogno è la bellezza, è l'involucro del tempo.
Il cavaliere si dirige nella casa dei suoi posteri,
baderanno a sentenziare, a cercar di far rumore,
lo spirito che nasce dalle mani di un poeta si chiama sofferenza,
empirismo e sensazione.
Chi è l'inferno delle menti? E quel genio inalberato
tra i colori e le parole?
Quell'uomo con la sete e la rabbia dentro il cuore?
Quell'alito di mondo che l'aurora
ha già smarrito? Quel vento che ti segue fino all'ultimo respiro?
Quanta gloria nelle vene, quanti desideri in cima al temporale,
non puoi fermarti.
Il marciapiede si muove al ritmo di un subbuglio,
una luce al neon ti ricorda cosa devi fare,
ho visto sangue sui muri, spero che tu capisca.
Dormi, mangia, lavora. Dormi, mangia, lavora.
Sentite come suona bene?
Dormi, mangia, lavora. Dormi, mangia, lavora.
È la musica che fa girare questa palla,
l'ecoico richiamo.
La scena può cominciare, si apra il sipario.
I personaggi sono zingari sbattuti dentro il sole,
cumuli di gente senza un quando e senza un dove,
che aspettano tremanti che il sociale li contagi,
che percorrono gli eventi come l'uomo e il suo domani
che nascono e muoiono nelle ceneri del tempo
e che senza far rumore risplendono sul foglio.
Fin quando la tua mente ti porterà dove tu vuoi, non ci saranno leggi,
ogni regola sarà neve, ma fino a quando?
Il crepuscolo è sempre più vicino, l'uomo è privo di volontà,
sempre più asserragliato in ciò che è buono e giusto,
il luccichio di uno specchio d'acqua mi riporta alla mente l'umanità.
Creature di tutti i tempi, maghi, stregoni, antichi saggi,
questo è il giorno, liberate il pensiero umano!
Siano gli uomini liberi di ascoltare il dolce canto del sole
fra le piaghe della terra.

 

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3 commenti:

  • francesca cuccia il 05/04/2010 22:45
    Bello il tuo scrivere, belle parole e senso, complimenti.
  • fabio martini il 02/02/2010 00:12
    bellissima questa tua poesia, curata e ben posta con un senso veramente profondo e gradevole... bravissimo. fm
  • Anonimo il 01/02/2010 17:57
    meravigliosa prosa in versi, mi piace

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