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Vicolo triste

Escono dalle labbra, le amare tue parole,
salgono agli occhi lacrime di sale.
S'è d'un tratto oscurato il cielo,
freddo s'è fatto il sole,
soffia impetuoso il vento,
schiumando l'onde del grigio mare.
Quanta tristezza c'è nell'aria ora!
Quanto lentamente scorrono le ore!
Più non profumano le rose,
che sol dolore danno con le pungenti spine.
Nel vicolo non s'ode più il cantar della tua voce,
chiusa è la finestra, ove tu bella ti affacciavi,
serrata e vuota è la tua casa.
Piove lentamente sul silenzioso vico,
che triste e solo, rimpiangendo muore.

 

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3 commenti:

  • fabio martini il 03/02/2010 04:04
    una poesia di flash come diapositive in sequenza... forse questo le fa perdere continuita'...
  • loretta margherita citarei il 02/02/2010 19:10
    molto bella, quante volte vicoli parlano di ricordi piaciuta amico caro
  • Anonimo il 02/02/2010 17:46
    Un vicolo triste ed anche stretto, ma belle le immagini!

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