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A piccoli morsi

Liquame modesto che strisci
sei torbida paura di vecchia
che luce rischiari di morte
la strada più lunga ancora,
la carne si fa cenere celeste.

(e mangi avido, a piccoli morsi)

Ora che riempito il cuore
non sai deridere illusorio
con canto di iena il martirio
di ossa e pensiero, non noti
la caduta, la fronda mesta giace.

Il parco del nostro domani
come notte di prime verzure
ora rischiara il percorso e la
testa del monte riflette un
pensiero diverso che io non dico.

(pensiero giovane, male di donna)

Ma il genio modesto che striscia
permea di candore le membra,
canicola di agosto ci unisce
quando l'occhio nero si volge
la veste cade mendace.

 

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8 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Ferdinando il 16/12/2015 07:22
    molto bella... complimenti.

8 commenti:

  • Adamo Musella il 04/03/2010 20:30
    Quanti passi compiamo, quante cose scopriamo e mai una volta è sbagliato viverle. molto intensa Isabella. baci.
  • isabella zangrando il 04/02/2010 19:17
    hai ragione, volevo solo cogliere la diversa prospttiva che ha l'età negli occhi di una donna, spero possa essere capita.
  • loretta margherita citarei il 04/02/2010 19:14
    molto ben scritta, piaciutissima, complimenti, comunque la vecchiaia è un fattore più che fisico, psicologico, conosco giovani di 80 anni e vecchi di 20 anni
  • isabella zangrando il 04/02/2010 17:42
    come sempre fai, cogli nel segno. il"male" ha un significato esteso, trasversale. È mentale, fisico e perchè no sociale. È un riflettere a bassa voce su quello che il tempo ci sta strappando. Ma non è una denuncia verso gli uomini, è una semplice constatazione della dicotomia basilare nel vivere il quotidiano, esattamente come hai detto tu. mi leggi sempre con estrema attenzione, a volte mi fai accorgere di certe sfumature che non avevo considerato, grazie ancora
  • Anonimo il 04/02/2010 17:34
    quel 'male di donna' è molto significativo. per molti la donna rappresenta una figura di martire, di vittima designata (parlano del dolore del parto, etc), per me rappresenta la speranza di sentire e descrivere le cose, le emozioni, la vita in un modo assolutamente originale, non compromesso, come invece accade negli uomini, dalla voglia di dominare, di riuscire migliori per forza, dal becero machismo che va tanto forte in tv... tu davvero scrivi come la woolf
  • isabella zangrando il 04/02/2010 17:21
    no, in realtà parla dell'evolvere del rapporto uomo donna, in funzione del corpo, in funzione del senso fisico dell'amore. parla delle paure di tanti, paure soprattutto femminili. parla come spesso nelle mie poesie dello scorrere del tempo, di come lasci macerie dietro a sè.
  • Anonimo il 04/02/2010 17:20
    Purtroppo è la triste realtà della vita!
  • Anonimo il 04/02/2010 17:16
    dimmi, parla di un ragazzo insensibile che ottiene quello che vuole dalla sua ragazza e poi non si cura più di lei? se ho sbagliato ho proprio preso una cantonata... ma come al solito la trama di immagini permea tutta la composizione, la riempie e rende la lettura vivida. complimenti, come sempre

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