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Autodafè

Luna, tu che fuggi via.
Tu che il mio strazio ascolti
urla a Cristo adesso
che riaccenda la tua luce spenta
per favore.

Il mio cuore
strappato via lentamente
dal profondo di questo taglio
mai più, il mio domani altre notti
vedrà.

I prossimi sentieri per voi
saranno rosso demonio
troverò selvaggi mattini
e tornerò da voi
per maledirvi.

Di nero mi si accusa
e di un raggio rubato
dalle nere bestie
sanguinanti di Cardinali Uffizi
io muoio.

Gettate i vostri cuori
e non piangete
e voi che guardate laggiù
rispondete con urli di rabbia
che non sian peggio
dei miei latrati.

Cosa esigete dai
gatti neri?
Che i galli sputin sangue
sulla nera sabbia?

confessioni mie strappate.
Supplizi miei, urlati,
ma il coro langue
e le paure che strappano le carni
ai cani, voi gettate.

Travaglio di dolori in questa stanza
scura di pinza e garrota.
Il fiato che manca
allo strazio non mi uccide ancora
e non svengo a queste catene.

Dolore e fustigazione a ferro e fuoco
e io brucio dentro.

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6 commenti     0 recensioni    

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6 commenti:

  • Matteo Pizzini il 08/02/2010 15:26
    Lirico e potente, bravo!!!
  • claudia checchi il 06/02/2010 22:23
    molto, molto intensa.. claudia.
  • Anonimo il 06/02/2010 15:03
    sentimenti nudi e crudi, davvero coinvolgenti! Complimentissimi!
  • Daniela Treccani il 06/02/2010 00:11
    Bellisima, mi ha colpita ma dentro.
    Ora non mettono più al rogo, ma non vedo cambiamenti
    Questo dio che si usa per stragi, non è il Dio vero, quello di tutti
    Molto bella Fabio
  • Aedo il 05/02/2010 23:52
    Metti il dito su una piaga vergognosa della Chiesa: la cosiddetta Santa Inquisizione (ma forse meglio chiamarla diabolica), che non ha mai avuto considerazione delle persone, della loro sensibilità, ma unicamente di ragioni dottrinali. Ma come si possono sottoporre persone a torture così atroci? Mi rifiuto con tutto me stesso di accettare queste pagine terrificanti di storia. Bravissimo Fabio, che sei riuscito a farci riflettere!
    Ciao
    Ignazio
  • loretta margherita citarei il 05/02/2010 21:06
    mi ricorda molto, una poesia che descrive, il suplizio dell'ultimo templare arso vivo, bella

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