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L' irreale

Ci sono penne di grandi scrittori
Che hanno narrato ormai tutte le storie del mondo
E ci son io
Che narro di nulla
Seduta
Che all'improvviso le note a terra m'han schiacciata
Io che d'impulso provo a schiacchiare
L'essenza di un attimo
Col colore sul non colore
Per poter essere sicura di esistere
Domani
Io che sfido la realta' parlando di irrealta'
Per renderla libera
La donero' ai versi
Che e' giusto cosi'
E l'irreale ha il posto suo come la morte
Come la morte troppo astratta
Come la morte ha solo metafore a parlare
Ma c'e' chi studia la morte e vuole fantasmi e voci sapienti
Fra vivi e frasi ignare
Allo stesso modo c'e' chi parla di brividi
Sente i graffi di una tromba vede volteggi in vesti rosse
Mentre tutto tace fermo e bianco attorno a se
E sono io
Maledetta
A non poter parlare altrimenti
Se non con segni obliqui troppo simili a rette
Per non disperder nulla
Senza neppure rime ad allitar l'orecchio di chi non sentira'
Non son capace a rinunciare al primo tratto che
La mano scriva al posto mio
Io maledetta
Scrivo chi sono
A suon di lune e buio e vita e morte
Che non so narrarlo
Mai davanti ad un caffe'

 

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