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Oona e il terrore sacro

Parlavamo
del terrore sacro
di vecchi strumenti chirurgici
di rivelazioni ovvie
di spettri
così vivi nei nostri
petti

E sapevamo che il viaggio non poteva
che essere appena cominciato
e cercavamo gli occhi
dove sostare pensieri
inconfessabili

Nell'abbraccio non avvezzo
a contatti di pelle convenevoli
nel cibo condiviso
tra polveri d'inchiostro
ed alambicchi
rovesciamo le carte
senza girarle
e le lasciamo aspettare
invano

Cosa darei
per scalare quei solchi profondi
e riportare gioie
alla tua luce
ma ho profanato troppo
con le parole
ora il silenzio
voglio
ascoltare...

 

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8 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 13/08/2013 06:26
    Apprezzata.. complimenti.

8 commenti:

  • laura cuppone il 12/02/2010 15:18
    mAIS mARCEL... ovviamente...

    Lau
  • Anonimo il 12/02/2010 15:08
    ????? "monsieur" ???? ????
  • Vincenzo Capitanucci il 12/02/2010 08:43
    Bellissima Laura... cosa darei... per riportar luce... alla gioia...

    un silenzioso abbraccio..
  • Er Pezza il 11/02/2010 22:45
    voto sempre ciò che leggo ma solo se suscita emozioni... qui ti ho dato 5 stelline, tutte meritate
  • B. S. il 11/02/2010 22:11
    È scritta benissimo, la trovo affascinante... brava.
  • loretta margherita citarei il 11/02/2010 21:34
    bellissima, un rimpianto che squarcia ancora il silenzio di un amore vivo in te, piaciutissima
  • laura cuppone il 11/02/2010 20:37
    ciao Umberto...
    mi fa piacere e non avevo dubbi che tu capissi...
    ora come ora é una delle poche muse
    per me...
    lei é così...
    beh lo sai.. si lo sai.
    Chissà cosa direbbe "Monsieur" se sapesse quanto lo ama...


    un abbraccio forte

    grazie a te.

    Laura
  • Anonimo il 11/02/2010 20:21
    Direi che, senza ombra di dubbio alcuno, ora lei ha una vera amica in più.
    Sensibilità, pudore, rispetto emergono dallo scritto. Bellissimo, mia cara.
    Grazie.

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