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Mi son dimenticato che ti amo

Mi son dimenticato che ti amo
mentre vagavo per gli ermi sentieri
della rassegnazione e del rifiuto,
dell'impossibile, dell'abbandono.
Ho costeggiato i laghi dell'oblio
ed ho cercato altre terre, altri mondi
per fare finta di tenermi in vita,
qualche vago, sperduto focolare
che mi desse calore, e nutrimento.
Ed ho percorso le strade del nulla,
seguito come un bimbo in mezzo al vento
le traiettorie intrepide dell'ape,
l'indolente andamento delle nuvole.
Ma dopo tutto questo camminare
mi rendo conto che per ogni via
tu sei stata al mio fianco, e che se chiudo
i miei occhi dolenti, illuminati
ancor dalla tua tenebrosa luce
è la tua alba che io vedo, viva,
è il dilagar di campi e di colline
ch' ho innanzi agli occhi ognor, quando ti penso.
Sei sempre tu il mio ultimo orizzonte,
ed il mio sole, vero e sconosciuto;
chissà fin quando soffrirò ancora
inseguendoti immobile, ed invano
dipanando il filo dei miei sogni
nel mio pensier, ma recidendo forte
quello della speranza e del reale
muto restando, e fermo, e lontano,
ché l'orizzonte mai si può toccare,
e così il sole, che tutto alimenta
ma che chiunque ardisca avvicinarlo
discioglie con la sua fiamma fatale.
Infin, che rimarrà, di tutto questo?
Forse un ricordo, un'immagine antica;
un verso, una poesia sbiadita; e certo
l'orgoglio, e la bellezza di sapere
che t'amo, anche se l'ho dimenticato.

 

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