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Agonia di un potente

Sta Silvio Primo imperatore in coma
nel gran lettone dello zar di Mosca,
attorno a lui è accorsa tutta Roma
temon si avveri prevision più fosca:
pel reggitor cessar vita terrena,
morire orbando la sua amata gente
che con l'opre sue fé più serena,
ricca, felice e sempre sorridente.
Dei tanti suoi adepti un vasto stuolo
trovansi in gramaglie accanto al letto:
son disperati, tengon l'occhi al suolo
le mani strette attorno al fazzoletto.
Rigato il volto e sfatto pure il trucco
come prefiche stan le sue ministre
e solo, affranto proprio come un cucco,
c'è anche quei ch' è capo alle sinistre.
Una sola speranza i cuor conforta:
che il mago di Civile Protezione
con un prodigio possa aprir la porta
ad una assai sperata guarigione.
Accanto al letto del divo morente
sta pur Gianfranco, suo fido compare
mormorando con voce sofferente
"Silvio mio caro, ti vorrei salvare
ad ogni sacrifizio son parato
mi getterei nel fuoco se sapessi
che gioverebbe a renderti sanato!"
Udita quella voce gli occhi spessi
riaprì il morente, e mormorò a sua volta
"Che tu mi voglia ben ognun lo crede
perciò l'ultima preghiera ora ascolta:
dal tubo dell'ossigen togli il piede!"

 

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1 commenti:

  • Cinzia Gargiulo il 14/02/2010 20:52
    Wow!!... Troppo forte!!... Bravissimo!...
    Ciao...

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