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Falluja

Le mura cadono, tra me e l'asfalto fatto di paura,
un uomo urla, tra i fucili che gli attraversano il petto,
la disperazione cresce, tra la rabbia e l'innocenza
Nelle braccia gli occhi spenti di mio figlio,
le sue piccole mani che cercano il mio viso,
le ferite che straziano l'amore di una madre,
... lo perdo, avvolto nel calore del mio petto
mentre il cuore si ferma, nell'ultimo respiro che lo lega a me.
Il silenzio è inferno con le luci del tramonto,
il respiro è dolore nel vedere ancora.
Urlo... alzando le mani al cielo, verso un Dio che non vedrò,
sopravvivo... a l'odio nelle briciole di vita che mi restano,
la forza cede... tra gli aerei in volo sul nulla
nella città che ha smesso di vessare.
Resto sola, nella notte illuminata dalle bombe,
resto viva, tra il sangue di chi mi ha amato,
resto calma, perché la morte mi raggiunga in fretta.
Gli occhi sono spenti mentre ascolto i passi...
si avvicinano, mi circondano, mi afferrano...
... è l'illusione prima del dolore,
... prima di capire,
... prima di morire.

 

l'autore Mariacarmela Ribecco ha riportato queste note sull'opera

Falluja è una città a circa 69 km ad ovest di Baghdad, in Iraq. Nel 2003 è stata coinvolta nella seconda guerra del golfo.


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3 commenti:

  • Salvatore Ferranti il 20/02/2010 12:20
    bella poesia, complimenti sinceri
  • Anonimo il 20/02/2010 12:02
    Nella sua drammaticità è una bellissima composizione.
  • denny red. il 20/02/2010 12:01
    tristissima.. e.. ti dico solo una parola-CAPOLAVORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    CIAO!

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