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Epifania

Anche quest’anno la Befana
Ruberà ogni festa
con la sua vecchia sottana
e il cappellaccio sulla testa

Cara vecchia quando parti
Butta dentro al tuo fagotto
La tristezza coi suoi sguardi
E le lacrime in un botto

Si perché, se non lo sai,
Sono tanti i poveracci
Che hanno solo tanti guai
Poco cibo e quattro stracci

Sono scalzi i loro piedi,
e chissà se hanno un tetto
si, però, quando li vedi,
volti il capo e tiri dritto

non ti chiedo, nella tua notte
di elargir chissà che cosa,
tu le scarpe le hai già rotte:
basta un futuro un po’più rosa

un sorriso ad un bambino
la speranza ai disperati
a chi ha fame un bel panino
tanta acqua agli assetati

forse è troppo, in verità,
proprio tanto sto chiedendo:
ma non è dura povertà
se aiutiamo sorridendo!

Nel frattempo, la mia calza,
che ho appeso sopra al cuore
puoi colmarla di speranza
per un domani assai migliore.

 

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9 commenti:

  • alberto accorsi il 06/01/2007 16:40
    Sebbene non sia il genere che preferisco apprezzo molto il lavoro del trovare la rima.
  • Veronica Futura Bullian il 06/01/2007 14:32
    La filastrocca è bellissima perchè è allegra. Bravissima!
  • Betty Fais il 03/01/2007 09:40
    La speranza che spariscano povertà, ingiustizie e sofferenza emerge "a piena voce" da ogni rima...
    Speriamo che ciò accada anche nella realtà...
  • DOMENICO DE MARENGHI il 02/01/2007 18:41
    Come filastrocca non è male, andrebbe un po' aggiustata nella rima... Buon lavoro!
  • Giuseppe Nibbio il 02/01/2007 16:31
    parole colme di speranza, vero, alle volte basta poco per far sorridere le persone. oggi ci sei riuscita, bella.
  • rossella bisceglia il 02/01/2007 16:24
    Non era nelle mie intenzioni scrivere una filastrocca infantile, ma volevo chiedere alla Befana, come estrema ratio, di pensare a chi sta peggio di noi.
    Non è forse la sofferenza una delle principali fonti d'ispirazione d'ogni opera?
    grazie d'avermi letto!

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