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Lasciatemi almeno un folle da amare

Folle, si!
Ed inutile,
come il senso
di queste parole.

Blasfemo
e triste,
questo sono!
... lo sono e basta.

Ossessivo
e ripetitivo,
poiché non gioco
a cambiare i miei pensieri.

Tristemente vivo
e passivo,
vedo correr via l'ore
e questi futili pensieri.

Non donatemi
amarezza,
tenete per voi
queste giocose maschere.

Ho rinnegato
me stesso,
venduto a poco prezzo
ciò che ero.

Ho colato cera
sul mio cuore,
l'ho racchiuso in una
scatola di latta.

Ho regalato
i miei pensieri
a chi non mi ero accorto
fosse cieco.

E poco mi costa
ora passar del filo
sulle mie
ingenue labbra.
Per non causare
noia e sgomento,
per non buttar via
ciò che penso.

Ma vi prego,
guardatemi!
Ho ancora occhi
per piangere.


Lasciatemi dunque
almeno una passione,

lasciatemi almeno
un folle da amare.

 

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9 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 24/08/2013 11:46
    Molto apprezzata... complimenti...

9 commenti:

  • Sofia Rossi il 09/08/2011 16:07
    Eccezionale senso profondo reso con musicale maestria. Tutta d'un fiato. Un elogio.
  • M. Vittoria De Nuccio il 01/03/2010 22:22
    ... ho regalato i miei pensieri a chi non mi ero accorto fosse cieco...
  • rosario simonetti il 28/02/2010 15:23
    uh, disarmantemente vero! complimenti
  • Anonimo il 27/02/2010 07:25
    Bellissima la tua poesia... interssante il tuo commento... spontaneo... vero. Bravo
  • denny red. il 27/02/2010 00:48
    poichè non gioco a cambiare i miei pensieri. tutti i miei complimenti!!
  • Anonimo il 26/02/2010 23:39
    Grazie Emilio! Si, qui sei al sicuro e puoi scrivere tutti i tuoi pensieri...
  • Emilio Colaci il 26/02/2010 23:04
    ... ero in macchina con una ragazza. Pioveva. Fermi in un parcheggio parlavamo, per passare il tempo. Io fumavo pure.. a volte trovo più interessante il fumo di certi discorsi...
    Alla radio passavano un disco... . . . le note mi rapivano una dopo l'altra e iniziai a vagare col pensiero... "Via del campo c'è una bambina..." ... il grande Fabrizio de Andrè... padre e maestro... guida incontaminata... simbolo di esplosiva libertà e di accorta descrizione... iniziai cosi a parlare di lui a questa ragazza... a stenti conosceva i brani di Fabrizio, ancor meno le poesie o le frasi celebri... ma io parlavo parlavo... come avessi al mio cospetto una folla curiosa di sapere chi era De Andrè... saltavo da "Via del campo" a "Disamistrade" a "Dolcenera" e "Don Raffaè"... La sigaretta era ormai spenta e il mozzicone che ancor stringevo tra le dita non fumava più, quando incrociai i suoi occhi annoiati e delusi... "Chi ti dice che io sia uscita con te x ascoltare la storia di questo?" mi disse...
    Non si era emozionata minimamente... cambiò addirittura stazione menre parlavo...
    Così feci finta di aver voluto x scherzo rendermi noioso... E scoppiò a ridere...

    Tornai a casa furioso e deluso... così scrissi "Lasciatemi almeno un folle da amare".
    Erano le due del mattino... Posai la penna presi un po di soldi e uscì... avevo voglia di distrarmi di non pensare... continuavo a canticchiare via del campo... quando scorsi delle belle ragazze sul marciapiede. Era un gruppo di tre o quattro non di più. Troppo vistose per essere passanti. Mi accostai. "Sali" dissi ad una... (si sono di poche parole a volte) rispose in un italiano meno corretto: "dove andiamo? quanti soldi hai bambino?" e rideva.. prima sola poi in coro con le altre. Le mostrai il portafogli. Non parlò più e salì alla sveltà guardando le amiche con serietà.
    Rimasi zitto per strada... Lei cercava di intraprendere un qualche discorso e di capire dove andavamo ma ad ogni sua domanda seguiva il mio silenzio.
    Arrivammo così sotto casa mia. Mi fece presente che a casa costava di più. Non risposi e la invitai a seguirmi.
    Una volta in camera iniziò a spogliarsi...
    "Fermati, non farlo" non aggiunsi altro. La pagai in anticipo e le dissi di sedersi ed ascoltare... Passammo mezzora a parlare di poesia, delle opere di De Andrè. Gli lessi anche alcuni miei scritti e le raccontai la mia storia, perchè se parlo di De Andrè non posso non pensare alla mia vita... Vi dico solo che a lei scappò una lacrima e un altra.. e un altra ancora.. Ad una puttana! ... Lei si che riuscì a cogliere le mie parole e "Via del campo".

    Non ho mai raccontato a nessuno questa storia... Un amico mi avrebbe dato del Gay, un conoscente dello spendaccione o mi avrebbero definito pazzo... Io sono solo uno che sogna... e in questo sito sembro al sicuro e quindi a volte non controllo le emozioni e parlo un po' di più di quanto dovrei...

    .. L'orologio mi ricorda che è ora di dormire... Buonanotte a tutti, sognatori... e scusate qualche errore ma ho scritto tutto di getto
  • laura cuppone il 26/02/2010 23:03
    bellissima Emilio
    ... complimenti!!!
    Laura
  • fabio martini il 26/02/2010 22:22
    una poesia scorrevolissima bravo...