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Fu il lampo a destare le mie domande

fu il lampo a destare le mie domande
ormai posate e sazie
come giorni piani.

Fu l'eclissi della civiltà a pesarmi,
il sorriso che dimentica l'amore,
l'insondabile addio degli illuministi.

A parte il giorno che mi vide
lontano passare e scuotermi, non accade
nulla, nulla, nulla per secoli,
oppure da oggi a domani,
oppure per un tempo che non so ancora.

Ci destammo, mi destai
consapevole dell'ombra che aleggiava sul foglio.

ebbi, un attimo, l'idea di vivere come un saluto veloce e meridionale,
la spremuta dell'uva,
la miseria che confondi con la parsimonia.
parlo di morte.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 23/02/2014 11:58
    Molto apprezzata. complimenti.

3 commenti:

  • anna rita pincopallo il 02/03/2010 10:13
    bella, bravo
  • anna rita pincopallo il 02/03/2010 09:01
    Scritta bene. Mi è piaciuta molto. Brava
  • laura marchetti il 27/02/2010 09:02
    un po' pessimista, ma scritta molto bene ma i buoni sentimenti non sono miseria e anche la spremuta dell'uva può essere ricchezza perchè arricchisce chi fa quel succo e chi lo beve, la morte la vedo diversa, comunque complimenti a cinque stelle ciaoooo

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