PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Una volta le lucciole impazzivano

Una volta le lucciole impazzivano
di malattia e di vino,
di donne fresche e depilate che non frequentavo.
A pensarci bene ricordo una cancrena di dolore
che non volevo e di cui non ero orgoglioso.
Sono diventato giovanotto con la rai
che trasmetteva la metastasi del partito socialista,
e sveglio nella vigna,
mangiando uva avvelenata dall'agosto
produttivo - quel sole l'ho sdraiato nella mia tomba:
è mio fratello -
Sono cresciuto d'alluminio, politica e burocrazia
degni di poesia,
nella piazza che ho imparato a frequentare
e che non colgo del tutto.

Tu sai cosa cerco,
respirando il sorriso
composto di roccia lucana,
tu sai cosa cerco nel sorso del compagno chianti
e del barbera.
Tu vedi come languisce la mente
nell'aborto delle informazioni,
nella morte reale,
che tocco e non riconosco più.

 

1
1 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

1 commenti:

  • Anonimo il 24/05/2011 18:07
    Molto bella complimenti

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0