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A Leopardi

Passato poeta di sapienza vestito
puro di cuore
e di tristezza imbandito
parlasti d'amore lo so ho letto
e il suo continuo ancor aspetto...
Lei seppe ma non capì
la chiamasti Aspasia, ti tradì...
Seduto allora l'infinito mirasti
poi stanco dal colle, col cuore ti alzasti...
La vita ti aveva, dato un solo dono, di scrivere bene
a null'atro perdono...
Così, per terra e per spazi vagavi, solitario
come passero smarrito, perduto
sulla torre seduto...
Ma forte della tua piena conoscenza,
avvertivi la donzella
che l'età più bella
è un attimo di pace
e poi presto tace...
Baciavi con ardore le tue sudate carte
parlavi con fervore alle tue rime scaltre
eri la compostezza del verbo chiamato dolore
conoscesti l'amore, il furore, e di vita l'acro sapore...
Ma dal tuo idillio risalisti compito
trovasti un sentiero, nel tuo fare smarrito...
La chiamasti Ginestra, un senso ti dette
e il tuo pessimismo in speranza si converte...
Da quello storico al cosmico infame
naufragasti sereno in quel descritto mare...
A me, al mondo, dichiarasti la tua magia
ed io umile serva ti narro la Poesia...

 

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9 commenti:

  • Sergio Fravolini il 14/08/2010 16:12
    I momenti più poetici e sublimi di un grande poeta.

    Sergio
  • Aedo il 07/03/2010 18:39
    Con uno spirito delicato e altamente ispirato accenni ai momenti poetici più sublimi del grande Leopardi. Anch'io lo amo moltissimo, soprattutto perché ha avuto la capacità di penetrare nella psiche umana in modo prorompente. Bravissima Ester!
    Ignazio
  • Andrea Arvati il 07/03/2010 18:12
    non è facile l'argomento scelto, ma te la SEI CAVATA ALLA GRANDE
  • Anonimo il 06/03/2010 14:56
    Splendida, complimenti, è un piacere leggere i tuoi versi.
  • francesca cuccia il 05/03/2010 18:12
    Mi piace davvero tanto il tuo modo di scrivere e questa a Leopardi è magnifica, complimenti.
  • esther iodice il 05/03/2010 10:31
    Grazie adamo, come sempre mi culli... ma si è capito chi è il poeta di cui parlo?
  • Adamo Musella il 05/03/2010 01:01
    Quel colore giallo al vento sulle pendici del vulcano della mia terra è terreno fertile anche per uomini ed anime in cerca di infinito e pace interiore. Scrivere è ricordare la bellezza che vorremmo esser capaci di riprodurre anche noi. Molto colta e raffinata la tua, ti leggo sempre più con piacere. un bacio ancora.
  • esther iodice il 04/03/2010 23:02
    spero sia comprensibile chi sia il sommo poeta che mi ispira, colui che ho amato dalla prima lettura..
  • esther iodice il 04/03/2010 23:01
    spero si capisca di chi parlo...

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