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era piccila, troppu
quandu à iettàruni ntè grazza
dù bestia.
nà vita sulu p'è figghi
nà vita passata a sparagnari
pe cù siggirau quandu avivabbisognu
cciava rimaniri supr'à cuscenza.
vora, che s'indiìu
fannu i cerimoniusi
s'avvissuru vergognari.
sindiìu in silenziu
comu passau a sò vita
voracci portunu i hiuri
s'avvissuru vergognari
vora nonsserv'annenti
voracchè sindiìu
per sempri
me mà

 

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5 commenti:

  • ignazio de michele il 07/03/2010 16:11
    singora Flò, pur ringraziandoti, mi tengo -basso- nell'esternare la mia ammirazione. grazie
  • Anonimo il 07/03/2010 13:44
    tutto + facile... DOPO... coperti dal silenzio e rispetto della morte
    MOLTO BELLA IGNAZIO!!!
    Mi ha commosso...
  • ignazio de michele il 05/03/2010 23:56
    verissimo, salvatore. grazie a te e a cinzia
  • Anonimo il 05/03/2010 21:10
    E in effetti non serve a nulla quando uno è morto, bisogna aver rispetto della persona quando è in vita.
  • Cinzia Gargiulo il 05/03/2010 20:13
    Le poesie dialettali hanno sempre una maggiore musicalità. Piaciuta!
    Ciao...

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