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I poeti non esistono

Vorrei che qualcuno la vedesse
questa mia creazione
vorrei che qualcuno condividesse
il mio fragile pensiero
che non ha niente di definitivo
è solo un ragionamento
sull'origine di una forma d'arte
che qualcuno chiama ancora poesia
ma è proprio questo il bello
sta proprio qui il dilemma
che non mi lascia in pace un momento
i poeti non esistono
sono diventati chimere
già da qualche decennio
il verso libero ha ucciso la poesia
perchè chiunque riesca a cucire
due righe insieme
poi sbandiera ai quattro venti
d'esser eccelso poeta
e non ha nemmeno senso
tentare di contraddirlo
se di questo è convinto
è vero che è arrivata la democrazia
ma in un oceano cosi vasto
è ben difficile riuscire a scovare
chi non è fatto solo d'acqua
sono tutti poeti
per questo non ha più senso
parlare di poesia

 

l'autore Salvatore Ferranti ha riportato queste note sull'opera

Non me ne vogliano gli amici del sito, ma io non penso che tutti siamo poeti... neanche io lo sono... quello che ci accomuna è la passione per la scrittura... e questo è già importante.


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2 recensioni:

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  • cristiano comelli il 29/01/2015 17:00
    Che dire? Siamo in democrazia e si può dire di tutto, punto.
  • Sergio Basciu il 07/12/2014 12:48
    Non sono d'accordo... qualsiasi attività umana, intellettuale o no, può esplicarsi a vari livelli, dal più scadente al più eccellente... tutti pensiamo, ma non tutti siamo Leonardo o Kant, tutti abbiamo emozioni e le esprimiamo anche in poesia, ma non tutti sono Leopardi o Lorca, ciò non toglie che i versi che scriviamo si chiamano poesia, le pagine scritte sono racconti o romanzi, e così per tutte le altre forme d'arte...

21 commenti:

  • Barbara Scarinci il 17/03/2010 23:35
    La poesia è dappertutto, nel sole che splende la mattina, nel bacio di mio figlio appena sveglio, nelle brutture delle vita che suggeriscono versi più o meno tristi... la poesia non ha bisongo di poeti ma di persone che la portino nel cuore!!!!
  • Samuele Scagliarini il 17/03/2010 10:48
    È ancora possibile la poesia? (cit. Montale al Nobel)
    Le risposte sono contrastanti: ci sono opere che vivranno con i loro autori ed apprezzate dai contemporanei. Ci sono autori che verranno arsi sul rogo dai loro contemporanei e santificati dai posteri... come sempre è stato.

    Nei commenti qui sotto ho letto inopinabili verità soggettive, ma non uno straccio di obiettività.

    La poesia necessita di lavoro interiore, deduzione, rapporto interno-esterno, simboli, alternanza di immagini e suoni. Di richiami, di rimandi e di collagamenti...

    Le passioni, l'istino ed il cuore non sono sufficienti... obiettivamente parlando... e secondo me.
  • Anonimo il 16/03/2010 10:58
    A volte, si trova più poesia in un racconto o in un semplice diario di vita vissuta che in una poesia fatta solo di vuote parole. Chi scrive lo fa solo per il piacere di scrivere, se gli altri ci considerano o meno poeti questo è secondario. La storia insegna che, artisti non apprezzati dai loro contemporanei poi sono diventati grandi. Per esempio, la poesia dei grandi poeti surrealisti spagnoli, fatta di poesia essenziale, leggiadra ed aerea, veniva considerata"impura", perchè non seguiva la metrica ed i canoni tradizionali. Chi non conosce e non ama Garcia Lorca, Machado, Jimenez, Rafael Alberti?! Ogni uomo, per tutto ciò che ha amato e sofferto, ha la sua poesia interiore e la sua vita è un poema da raccontare. Se poi gli altri lo apprezzano tanto meglio se non l'apprezzano pazienza.
  • Don Pompeo Mongiello il 16/03/2010 09:21
    Voglio ben sperare che la cosa non è riferita a tutti e far di tutto un solo fascio.
  • denny red. il 16/03/2010 02:52
    ... e venne la fine del mondo!!
  • Elisabetta Fabrini il 15/03/2010 19:25
    un monito per tutti... forse non hai tutti i torti.. i veri poeti non siamo noi.. ma sognare non costa nulla e ci fa bene al cuore... un bacione!
  • Anonimo il 15/03/2010 19:13
    Mi viene in mente la lezione sulla poesia nel film l'attimo fuggente
  • Anonimo il 15/03/2010 18:31
    La tua è una bellissima poesia. Sul contentuo ci sarebbe anche da discutere, ma non è questo il luogo e forse neanche il momento. Per adesso limitiamoci a scrivere!
  • tania rybak il 15/03/2010 18:12
    poeti o non scriviamo le nostre emozioni, i nostri pensieri, perchè sapiamo scrivere, mentre prime era un privileggio... i ceti sociali alti di prima scrivevano le poesie sublimi, ma gli altri soffrivano in silenzio... per me la poesia è il cuore del poeta che ha scritto i versi con il cuore e ha firmato con li sangue, stuggente o dolce che sia, per me è questo il senso di poesia
  • Anonimo il 15/03/2010 17:38
    Molto bella
  • Anonimo il 15/03/2010 17:11
    Uhmmm, e perchè i poeti dovrebbero essere solo pochi eletti? E perchè la poesia dovrebbe seguire canoni precisi di compilazione in quartine, in rima ecc. ecc.
    Non so, questo è il mio modesto parere ma ritengo sia una fortuna tutto questo sia stato superato nel corso di questi ultimi decenni, non dico che ciò che sia stato scritto prima non meriti più attenzione ovviamente anzi sono e rimarranno le basi fondamentali della poesia, ma ritengo che avere pluralità in qualsiasi campo compreso lo scrivere arricchisca... almeno questo è il mio pensiero, poi come da sempre accade se qualcosa non ci piace proprio semplicemente eviteremo di leggerla.
    Ciao a tutti,
    B. Roses.
  • loretta margherita citarei il 15/03/2010 17:03
    un tempo chi scriveva la poesia? solo le persone che appartenendo ai ceti sociali "alti"
    mirabili le loro opere, nelle quali mi diletto, leggendoli avidamente ogni giorno, oggi i tempi son cambiati, nessuno è poeta, tutti sono poeti, a mio giudizio chi non fa poesia sono i politici, bella riflessione, salvatore, piaciutissimo il tuo pensiero.
  • Anonimo il 15/03/2010 16:02
    Beh i commenti di sotto han già detto tutto. Ci sono poeti e poeti.. ovvio! Tu dichiari di non esserlo ( Io pure... per carità!!!) eppure le tue mi piacciono tanto!!! Si legge volentieri...
  • karen tognini il 15/03/2010 15:56
    Potremo Salva.. chiamarle in modi di-versi...
    Anch'io non mi sento.. poeta... Mi piace leggerle, non tutte mi emozionano,
    alcune.. sono semplici diari.. o brevi racconti... ma è bello leggerle... ed io apprezzo
    molti... compreso te... in questo.. Magico... sito...
    un abbraccio...
    karen
  • Anonimo il 15/03/2010 15:34
    La poesia non è morta, nè mai morirà dentro di noi. Non è tanto colpa del verso libero che, tutto sommato, ha liberato la poesia dai canoni fissi in cui era imbrigliata. La colpa è di coloro che per fare colpo sul lettore cominciano a scrivere paroloni contorti e tortuosi, come se truccassero e vestissero a festa, in modo a volte vistoso, la poesia. Ho potuto constatare che piacciono più le poesie che parlano di amore, amorucoli e cottarelle varie, mentre si disdegnano quelle che parlano della morte e del dolore in genere. Ma siamo figli di quest'era moderna:nessuno vuole soffrire, nè tanto meno c'interessano le sofferenze degli altri, vogliamo la felicità ad ogni costo. Dunque, la poesia segue la corrente. Che dire poi degli ermetici, certe volte con tutti quei panegirici inutili di parole solo loro sanno quello che dicono. Bisognerebbe tornare al verso puro dei lirici greci, perchè nella purezza e nella linearità delle forme sta la bellezza.
  • Anna G. Mormina il 15/03/2010 14:56
    ... c'è chi è portato nel canto, nella pittura, chi nello scrivere ciò che prova... la poesia è VIVA,... nel momento in cui un'emozione ci prende e cerchiamo di metterla per iscritto, quella è poesia che altri leggeranno e interpreteranno, magari in modo diverso da ciò che noi intendevamo... comunque, nemmeno io mi sento poeta... forse un giorno però quello che abbiamo scritto verrà apprezzato... ciò che hai scritto è un tuo personale pensiero, e non è detto sia del tutto errato!
    ... a me questa tua, è piaciuta!
  • Anonimo il 15/03/2010 14:07
    Ci sarebbe tanto da dire sull'argomento.. ma non credo la poesia sia moribonda.. finira'
    solo se si estingue l'uomo.. Si e liberata di molti lacci questo si.. Ma cosa fa l'autore?
    se non liberarsi e liberare.. cercando di decodificare le cose.. il mondo... Ipotesi.. tentativi appunto di trovare la parola che spieghi che arrivi.. l'intuizione.. Saranno forse altri a chiamare l'auore POETA..
  • cesare righi il 15/03/2010 13:54
    è vero, molti di noi, non dico tutti, si illudono di essere poeti, ma concordo con te nell'affermare che la poesia è moribonda.
    Succede poi che leggo alcuni versi di "poeti" sconosciuti e... ecco la luce del poeta...

    Si affermava che la pittura fosse finita con l'avvento degli impressionisti. Renoir, Pissarro, Monet, Manet per citare i più conosciuti.
    Non affermo che qui vi siano poeti capaci di lasciare impronte simili nel futuro, ma leggo opere di ragazzi e non solo degne di nota
  • Anonimo il 15/03/2010 13:13
    Un libro di poesie liriche, in rima o prosastiche... l'importante è che sia poesia!!!
    E che esca dal cuore...
    bella Salva e hai ragione, anch'io non son poetessa!!!
  • Vincenzo Capitanucci il 15/03/2010 13:05
    il verso libero ha ucciso in parte una vecchia poesia... che colpiva di fioretto... oggi usiamo la clava...è molto più potente... sul divenire della realtà... e tutti con un po' di cuore possono poetare...
    Tutti insieme o nessuno...
    Piaciutissima Salva... ci sarebbere da scrivere un libro... su questo argomento...
  • Auro Lezzi il 15/03/2010 12:51
    Che brutto risveglio.. Ci eravamo tutti un po' illusi...

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