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La ballata degli operai, dei cani sciolti e del padrone

La fabbrica
è l'ovile,
gli operai, le pecore,
dirigenti, i cani sciolti,
pastore è il padrone.
Sembra un quadretto
armonico, bucolico,
ma per brucare l'erba
dei pascoli, ogni dì
debbono, le pecore,
a lungo camminare,
(salire l'irta
è faticoso)
i cani, le controllano a distanza,
pronti all'azzanno
se qualcuna,
decide di non seguire
la via ordinata.
Brucare, sempre di più brucare,
brucare e non belare,
questo vuole il padrone,
dalle pecore.
È buono il pastore
da l'erba fresca,
non fa morir di fame
il gregge, gli agnelli,
ma tutti i giorni prende
alle pecore il latte,
fa i formaggi
e li vende,
ogni anno le tosa,
prende la loro lana.
È ricco il pastore.
E se qualche pecora
si ribella,
va a brucare
anche un fiore
insieme all'erba,
dopo averla morsa il cane,
arriva anche lui, il pastore.
La pecora sragiona,
-pensa lui-, non ha un cervello,
meglio toglierla
dal gregge,
condurla al macello.
Buono è il pastore,
la pecora deve solo
produrre
e ruminare,
ma sogna ogni notte
il lupo che salvi lei
ed azzanni il pastore.

 

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8 commenti:

  • Donato Delfin8 il 19/03/2010 21:02
    Ottima Lò

    Era proprio una fabbrica infernale
    Chiusa wow
  • Anonimo il 19/03/2010 01:17
    Anch'io la vedo così... Lor. Concordo con Sabrina riguardo alle votazione, penso che qualcosa non va.. ho fatto presente alla Staff, io ad esempio non riesco a votare..
    Un bacio Lor
  • Anonimo il 18/03/2010 21:14
    Concordo, leggo con un sorriso questa poesia e nell'immaginario vedo come un film la scenetta...
    bella Lor... magari esistessero questi lupi!!
  • Anonimo il 18/03/2010 20:07
    Concordo con voi sotto pienamente. Ma... Cesare, Fabio, Salvatore... chi può averle dato due stelle a questa poesia? Ma lo staff cosa ci stà a fare?...
  • Fabio Mancini il 18/03/2010 19:02
    Nulla da eccepire. Anch'io la vedo così. Un bacio, Fabio.
  • cesare righi il 18/03/2010 18:36
    padroni operai capi capetti non vi è senso alcuno...
    conosco operai che guadagnano più del padrone
    capi che non comandano nessuno
    padroni odiosi di operai simpatici
    simpatici padroni di operai odiosi

    che bello sarebbe avere una fabbrica senza nessuno che comanda... il cliente arriva e il primo che lo vede lo accontenta, poi tutti insieme si divide... utopia...
    assolutamente no
    mi è piaciuta la tua poesia, voglia d'anarchia
  • tania rybak il 18/03/2010 17:51
    la vita va cosi chi nasce pegora e chi il pastore, al mio avviso e cmq è una scelta... la pecora pero senza il pastore si perde spesso sulla sua strada ed ecco perche come il capucetto rosso viene mangiata dal lupo per la sua disobbedienza... bella riflessione
  • Anonimo il 18/03/2010 17:23
    Sarà surreale la tua poesia, ma la vedo molto concreta, soprattutto per quanto riguarda le pecore. Per me sono molte di più!

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