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Richiamo della bella stagione

La sera copre con il suo silenzio
i campi spogliati dietro le cascine
e nell'oblio ascendo al cielo i resti di una
giornata che si dissolvono in frigidi vapori.

Spesso negli occhi sfuggenti
di una ragazza ho cercato
cio' che ora non posso sostenere.
Nel frastuono di risacche mentali

scelgo d'immergermi nel dolce mare
dove i rumori sono quelli
delle sabbie suonate dalle onde
e dei gorghi pescati dagli scogli.

Dove trovo in un riflesso
argenteo rifratto dalla superficie,
la gioia viva nelle carezze sapienti
della ragazza che ora si dona a me.

Allora l'estate esplode tra le nostre braccia
legate, vimini intrecciati riverditi dalle brezze
echii di cieli zaffirei
nell'oro che si disegna sul tuo corpo di lacca,

nei morsi posati sulle labbra tue rubinee
nell'ansare della carne che bura le sterpaglie.
E non contano i giorni passati lontani
e le stagioni che verrano

poiche' nella ricerca spasmodica
della bocca
nella lotta dei petti che ardono
nel profumo di muschio e di sandalo,
si rivela l'attimo che si insegue
da un tempo che oggi mi appare,
ci appare,
infinito.

 

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