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Pece

Quando il cielo urla il suo strazio
e si squarcia piovendo sangue
trova un muro infecondo d'asfalto
e vi si schianta.

Il giorno allora si fa notte
pone un manto di velluto sopra il mondo
come un soffitto troppo basso
che mette l'anima in ginocchio,

vomita un fiume di vernice
che inghiotte tutto dentro il nero
mortificata si nasconde
anche l'ultima speranza.

È una piovra di dolore
che stringe forte le sue spire
spreme lo stomaco ed il cuore
con tentacoli d'angoscia

come cani feroci
che mi addentano le carni
come un sarcofago di spine
da cui non riesco a liberarmi

cieco ed umiliato,
nudo, inginocchiato,
ancora una volta
rassegnato.

 

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15 commenti:

  • Tim Adrian Reed il 27/06/2010 19:38
    Troppo gentile Karl, ti ringrazio di cuore e mi fa ultra-piacere questo tuo commento, e comunque al di là dello sconforto che può facilmente prendere quelli come noi hai ragione, niente rassegnazione!!!
  • Anonimo il 27/06/2010 00:29
    splendida la chiusa... ma ricorda chi ha un cervello, un cuore ed un'anima in questo mondo di plastica viene messo alla berlina... quindi niente rassegnazione... continua così che sei un grande!
  • Tim Adrian Reed il 17/04/2010 01:46
    Mille grazie Vincenzo!
  • vincent corbo il 16/04/2010 18:38
    Mi piace il modo in cui va a scemare come una composizione musicale. Personalmente prediligo la seconda parte. Un saluto da Vincenzo.
  • Tim Adrian Reed il 12/04/2010 18:11
    Ti ringrazio Paola, è bello sentire che a volte le parole arrivano a qualcuno. Grazie mille.
  • Paola Panebianco il 12/04/2010 15:45
    Meravigliosa!! che mille immagini hai scatenato in me! Bravo!!
  • Tim Adrian Reed il 05/04/2010 22:39
    Sì concordo, in un certo senso. Intendo che la poesia è stilisticamente incoerente con sè stessa: è composta da versi lunghi in schema libero nella parte iniziale mentre termina in rima e con versi brevi. Non sono un amante della rima e credo che una poesia sia ben diversa da una filastrocca, pertanto cerco in genere di evitare le rime, preferendo tuttalpiù delle assonanze. In questo caso devo dire che con il cambio di stile ho cercato di dare anche un cambio di velocità alla poesia e di passare dai toni cupi e pesanti dell'inizio a sensazioni di angoscia ed infine di paura, quindi dando velocità crescente all'opera. Quando scrivo punto soprattutto a trasmettere delle emozioni, e possibilmente a farlo dando un bel suono alle parole nel loro complesso, senza curarmi minimamente della forma perchè trova che spesso gli schemi si trasformino in gabbie ch emortificano l'emozione dei versi. Ad ogni modo grazie per il commento, "pece" è stata scritta di getto e sicuramente potrebbe essere migliorabile. Personalmente però mi piace come suona e la sua carica di oscurità.
  • Collettivo Seppuku il 04/04/2010 18:11
    L'argomento non è dei più comuni e lo sviluppi in modo inconsueto. Però non c'è lirismo, sembra una prosa spezzettata in versi condita da rime casuali e figure retoriche sparse.
  • Tim Adrian Reed il 01/04/2010 01:57
    grazie!!!!
  • Anonimo il 31/03/2010 22:57
  • denny red. il 23/03/2010 02:33
  • Tim Adrian Reed il 22/03/2010 19:08
    Grazie mille Francesca!!
  • francesca cuccia il 22/03/2010 18:50
    Angoscia, paure, dolore, racchiusi sono una vera esplosione, bella.
  • Tim Adrian Reed il 22/03/2010 17:21
    proprio così, l'Angoscia è al centro di questa poesia. Grazie per il commento.
  • loretta margherita citarei il 22/03/2010 16:47
    similitudini x rivelare l'angoscia dell'animo, piaciuta

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