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Lacrime di memoria

Cammino lento e
sempre più sgomento,
percorrendo queste vie
dense di nostalgie.
Un anno ormai è passato
ma nulla a l'Aquila
è stato spostato.
La stessa locandina,
la stessa vetrina,
lo stesso uovo di cioccolato.
Oh sì, anch'esso si è salvato
ma dentro è cambiato.
Un gran vuoto interiore,
un passato sbriciolato,
un presente che si è fermato,
un futuro abbandonato.
Antico era il dilemma
che la città nascondeva
nel suo stemma,
in quella scritta
"immota manet".
Del vero significato,
"resta ferma", l'essenza
non avevo mai afferrato.
Una terra che sempre
ha tremato e che
un'amara sorpresa
ci ha regalato.
Era il 1703 quando,
dopo la grande distruzione,
di nero e di verde si era colorata,
in segno di lutto e di speranza.
Quel passato ora mi appartiene,
quella speranza mi sostiene
e mi porta a camminare
ed a ricominciare.
Una goccia cade dal mio viso ma
non cancellerà il mio antico sorriso,
perché è una lacrima di memoria,
versata per una città colma di storia.

 

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3 commenti:

  • Barbara Scarinci il 29/03/2010 21:55
    Antonio la tua poesia esterna tutto il dolore per la "perdita" della tua amata città...
    Io ho una casa in abbruzzo vicino ad Avezzano e vado spesso a l'Aquila, questa estate ci sono passata e mi si è stretto il cuore!
    È vero è dura, ma non bisogna mollare!!
  • Antonio R. il 29/03/2010 21:25
    Grazie Loretta, però è dura...
  • loretta margherita citarei il 29/03/2010 21:16
    ci sono passata anche io, il terremoto del 97, forza coraggio

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