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Un attimo prima

Avvolto dal filo spinato
e dal fango sono annegato,
senza potermi più muovere
sono costretto a questo vivere
con gli occhi sporchi e socchiusi.
Atterriti da tutti questi abusi
che la carne ancora deve subire
perché non l'è permesso morire.
Ogni tentativo ora è così vano,
comincio a respirare piano piano
per far scorrere lento e lontano
il desiderio di tornare umano.
Brandelli di ciò che era l'animo
con violenza ed odio reprimo,
non c'è ne più alcun bisogno
ormai nell'accidia io mi bagno.
Non piango più per la sofferenza
nessuno mi salverà, ne Dio ne la scienza
e voi per me, vi chiedo, non piangiate
affinché della vita vi innamoriate,
io che non sono mai davvero nato
resterò nel silenzio dimenticato.
Chiudo a questo mio gelo le palpebre
per rifugiarmi ancora nelle tenebre.

 

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