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Il pianto

Un pianto si dirama nelle mie orecchie
una sorta di canzone diffusa dalla voce dolce e candida.
di una bambina diventata troppo presto donna...
troppo presto!

Un pianto che funge da corsa
per una ragazza lasciata da sola
dalla persona che più ha amato.

Un pianto che come una pioggia fredda
mi sveglia da un incubo
in cui una ragazzina
cercava lo sguardo del suo giovane amato...

Un pianto che mi è arrivato al cuore come una freccia
quasi a ricordarmi di non soffrire
per un amore morto ancora prima di essere nato.

Un pianto mi ha bloccato il cuore
quando ho visto le persone soffrire per l'amore.

Un pianto mi ha schiacciato in una morsa devastante
quando ho visto la mia unica ragione di vita
perdersi nello sguardo di un altro
che nemmeno la notava...

La mia vita è un continuo pianto
dove le persone che amo di più buttano
fuori la loro rabbia, la loro tristezza, la loro sofferenza e la loro frustrazione
con un pianto
che può fungere qualsiasi cosa
da una goccia a una pioggia
da una goccia di rugiada alle onde del mare

il pianto può essere la soluzione a mille problemi...
piangi allora...

 

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11 commenti:

  • augusto villa il 06/09/2007 21:51
    Molto bello il contenuto e buona la struttura..., hai scelto un bel pezzo di marmo dal quale potresti liberare un'ottimo soggetto... ma sinceramente sclpellerei ancora un pochino... Non fatti prendere dalla frenesia di pubblicare, è un errore nel quale cado anch'io!
    Comunque mi è piaciuta, 8
  • Sarah My il 24/01/2007 18:15
    purtroppo la sofferenza è l'unica mia compagna e la poesia è l'unico modo di farla trasparire, di accettarla, il mondo è rinchiuso in una palla di vetro dove l'aria che respiriamo non cambia, dove la morte vive nelle nostre città, in fondo far trasparire la tristezza non è male capito francesco??
  • rossella bisceglia il 24/01/2007 12:44
    caro Francesco... potresti chiederlo a Leopardi, Pascoli, e a tutta la schiera di autori che da sempre hanno cantato il dolore
  • francesco sobberi il 24/01/2007 10:56
    una bella fotografia di un momento particolare. Perchè siamo più portati a cantare i momenti tristi e non quelli felici?
  • rossella bisceglia il 23/01/2007 22:48
    intensa e profonda, molto triste il senso che le dai (risp. a pupflea)
    brava, scrivi! scrivi!
  • Sarah My il 23/01/2007 19:20
    pupflea volevo risponderti: il pianto non è solo un modo dei timidi di buttare fuori la prorpia tristezza ma anche un modo per i più duri di spazzare via la lro paura... perciò ogni reazione dopo esso non ha alcun valore... in fondo la vita è solo una piccola durata di tempo quindi piangere e ridere hanno poca importanza se dopo viene la morte ovvero una fine...
  • Valerio Palma il 22/01/2007 01:40
    Il pianto come catarsi...
    Scorrevole e con buoni spunti...
    Vale
  • ESTER zaniboni il 21/01/2007 17:13
    il pianto a volte ci aiuta a sentirci meglio, a volte ci aiuta a liberarci da troppa oppressione che c'è dentro noi... se questo pianto è liberatorio allora... evviva il pianto

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