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Il vortice

Ah questo seguir d'una via cupa
Che restringe appena le fauci
E il cuor che palpita al grido di una lupa.
Da quel giorno un sole che brillò nel ciel dorato
Andò a fitto inorridirmi
E il vortice scoppiò maculato.
Un vortice fui nella tal somiglianza cadendo
E portavo il vento quand'era vicina una breccia strana
E dal nido del terreno in fondo esco ardendo.
Da quel e poi di' che passaron spazzai le visioni
E mal e poco fu controllo
Quando fermo stavo a correr per stradoni.
Poi siccome l'ardito capo del mestier predetto
S'abbuffo' a cambiarli via s'addosso' nei giorni nuvolosi
E quando fu fatta verità al giorno mal si ebbe vita nel cuor ghetto.
Ahime! E tale anche se i venti colleghi sbatteron nel temporal
Io fini per scoppiar nel paese
Finendo a dir d'udir un vecchio sciabordio che cal.
E da questo e quelli che predetto fu scarnaron la poppa ammainata
D'un marinaio ebbi paura
Così m'infuriai all'impazzata.
E poi il giorno d'una bella stagione il brivido m'assali'
E iniziò la paur che mi scuoteva peggio
Meglio dir che la mente mia s'accallì .

 

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