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Cella 1078

Prigionieri della ragione,
vi osservo disgustata.
Un grigio doppiopetto
stringe la vostra mera esistenza,
sorrido mentre provate a snodare
il cappio che solitari
vi siete legati al collo.
Nessuna salvezza vi attende,
ne ora ne mai
e mentre il tempo corre
le vostre certezze evaporano.
Potete sbottonarvi dei vostri tabù,
ma voi preferite la vostra galera
e cosi sia.

 

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6 commenti:

  • Emanuele Perrone il 21/03/2015 21:33
    carina, complimenti...
  • Anonimo il 21/06/2010 11:53
    Credo che la sicurezza della ragione non è una prigione se vista dall'interno, ma quello spazio razionale e accogliente spogliato dall'ittazionalità che non ha spiegazione. La paura nasce spesso da quello che non si conosce, e credo sia per questo che ci sono sin troppi sedicenti religiosi. La paura, è un sentimento che non si vince. Si combatte con l'accettazione dei suoi lunghi tentacoli, oppure si cerca di tenerla fuori dalle mura che viste da fuori si chiamano prigione.
  • Anonimo il 14/04/2010 12:39
    Poesia rabbiosa, versi duri! Complimenti Silvia, mi è piaciuta molto.
  • Andrea Vitali il 04/04/2010 15:23
    ... e così sia! Davvero bellissima Silvia! Brava!
  • giuliano paolini il 03/04/2010 21:57
    ottimo lavoro anche se il giudizio in qualche misura distrugge lo spazio vitale delle emozioni
    e ci lascia così poco spazio per girovagare senza meta e senza bagaglio un caro abbraccio
  • Anonimo il 03/04/2010 21:33
    E nella loro galera si tengono bella compagnia!

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