accedi   |   crea nuovo account

Distinti saluti

Le montagne sono onde immobili,
pietrificate da Dio per misurare
alla gente di pianura la distanza tra il cielo e la terra.
Contorno estetico ad una lucida e limpida
giornata di primavera qualunque nella bassa bergamasca.


Mi procuro

vertigini da pianura

artifici


Creo scale

con gradini di paura


Bendata

raggiungo la cima


<<Colgo l'occasione per farle presente che laggiù non mi trovo molto a mio agio.
Distinti saluti.>>

 

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

23 commenti:

  • vincent corbo il 25/04/2011 14:15
    Mi piace moltissimo, una mia amica la chiamava "la cinese cibernetica".
  • rosanna erre il 25/04/2011 14:01
    si, anch'io ho smesso di tentare di capirla 'aqquella

    ps: si Vi, bjork la cantante islandese, proprio lei, io e pepe stiamo condividendo un'allucinazione su di essa
  • vincent corbo il 24/04/2011 16:12
    Bjork la cantante islandese?
  • Pepè il 24/04/2011 14:17
    Vincenzo grazie, è confortante sapere che non sono il solo a essere caduto nel "baratro" Rosanna R. Quando alla fine i ragazzi del centro salute mentale sono venuti a curarmi mi hanno detto di fare come fai tu.
    Rosanna grazie per la tua spiegazione. Ho fatto leggere le tue poesie a Bjork, ne è rimasta esterefatta dalla meraviglia. Credo che nei suoi prossimi lavori ci sarà qualcosa di tuo.
  • vincent corbo il 24/04/2011 07:36
    Caro Pepe, ci abbiamo provato in molti a interpretare le poesie di Rosanna. Io personalmente ci ho rischiato l'esaurimento nervoso e ho perso anche qualche chilo. Adesso vivo semplicemente la realtà senza chiedermi il perchè e il percome dei suoi diabolici versi. Me li godo e basta.
  • rosanna erre il 24/04/2011 00:35
    pepe... ma chi si ricorda?
    l'ho scritta ben un anno fa, io non mi ricordo nemmeno cosa ho pensato l'altroieri!
    scherzo
    le tue osservazioni sono molto interessanti e parecchio azzeccate!!
    evito di farti un papiro megagalattico...
    direi che questa cosa che ho scritto è principalmente la descrizione di un mio "trip mentale tipo" :una base reale - il viaggio - il delirio - (il ritorno? )
    Come l'ho pensata io, diciamo che le montagne sono rimaste di sfondo, e si tratta quindi più di un dualismo -terra/cielo- o -materiale/spirituale- se vogliamo, però anche la tua interpretazione ci può stare benissimo, è questo il bello no?
    ci sono anche dei punti in comune con la tua "la sedia bianca" mi pare... l'isolarsi dalla realtà, la paura...

    mi ha fatto molto piacere questo tuo commento, grazie mille pepe
    ps: salutami bjork
  • Pepè il 23/04/2011 21:50
    L'immagine delle montagne come onde ferme è fantastica. Poi le riduci a contorno estetico, mi chiedo perché? Forse sono i non citati abitani a vederle cosi? Comunque a te non piace stare lì allora ti induci vertigini e paura verso la stessa pianura, evidentemente non è facile lasciare la comoda pianura. Ma sgranando le parole con fatica raggiungi la cima. Ma perchè sei bendata? Forse perché in realta non ci sei arrivata in cima ma lo hai solo immaginato? E alla fine mandi una cortese cartolina di saluti che trovo essere una brllante chiusa.
    Spostandoci sul piano... anzi sull'altopiano dell'interpretazione della metafora: interpreto la pianura come la normalità e le montagne come l'irrazionalità. Sarà così?
    Confidando a che tu abbia voglia di rispondere ai miei iquietanti inerrogativi, porgo i miei Distinti Saluti.
  • rosanna erre il 05/03/2011 19:42
    ... inzomma...
    ma c'avete la capoccia dura!
    ho detto no no
    e no.
  • Anonimo il 05/03/2011 16:59
    Giusto Vincenzo.

    Ma il sito non mi consente un cosi' breve commento, quindi mi dilungherò un pochino
    e vediamo se... attiva la notifica... salva...
  • vincent corbo il 05/03/2011 14:18
    Non è la cultura che fa nascere il talento
  • rosanna erre il 05/03/2011 13:52
    sono in procinto di (appena ci riesco - a tempo perso - di notte o in pausa pranzo - con tanta buona volontà - con tutto il mio impegno - con vocabolario e wikipedia d'incoraggiamento) di mettermi a studiare.
    quando saprò cos'è una bunshee senza aprire google (a proposito, lo sai che se digiti banshee come immagine ti esce una bionda in perizoma su un motociclo)e saprò sillabare correttamente, e saprò quelle duecentomila cose sulla letteratura che non so... allora forse diventerò obiettiva... e per prima cosa cancellerò tutto quello che ho scritto.
    comunque grazie vi.
  • vincent corbo il 05/03/2011 13:20
    Tu non ti rendi conto di scrivere bene, è comprensibile. Ognuno non è obiettivo su sé stesso.
  • rosanna erre il 05/03/2011 12:44
    ah, ah, vincenzo hai dimenticato di dire -internazionale-
    stai facendo le prove per zelig?
    più che della poe-sia direi della poe-fù
    passo e chiudo
  • vincent corbo il 05/03/2011 10:25
    Sono d'accordo con l'analisi di Stefano, Rosanna è una guida molto importante nel campo della poesia.
  • rosanna erre il 05/03/2011 09:32
    stefano, la tua anilisi quasi mi commuove e ti ringrazio tantissimo
    ma... maestri?!?
    maddeche? al massimo massimo posso insegnare come si fa un uovo strapazzato
  • Anonimo il 05/03/2011 00:25
    Il primo verso è già di per se una poesia e lo voglio scrivere e rileggere per
    sottolinearne la bellezza e la potenza.

    Le montagne sono onde immobili,

    Mi è arrivata anche la sofferenza di quegli occhi che in quel
    momento le guardavano...

    Altri quattro versi, veloci descrittivi, poi... quel giorno di primavera si ferma...
    Gli occhi si chiudono e quelle montagne entrano dentro.
    Attraverso quegli spazi che hai lasciato tra un verso e l'altro (che ho letto molto, ma molto lentamente quasi fossi con te su quella scala)
    c'è la scalata/discesa nell'inferno personale di una donna che attraversa
    e vince una ad una le sue paure.
    Quella montagna che prima incarnava la paura è divenuta sacra.
    Quella è la montagna dei Maestri ed ha un nome:
    Rosanna.
  • Free Spirit il 19/02/2011 18:28
    forti le vertigini da pianura! io preferisco il brivido dell'altezza, piaciuta
  • vincent corbo il 06/09/2010 08:43
    Non sono mai stato a Bergamo anche se so che esiste una bassa e una alta; sai anche noi abbiamo Enna che si trova a 1000 metri e poi c'è Enna bassa.
  • rosanna erre il 05/09/2010 22:45
    Non ho niente contro i Campobassesi (si chiameranno così?), ma io sono bergamasca purosangue. Anni fa mio padre aveva fatto fare la ricostruzione del nostro albero genealogico ad un "esperto" (sai, di quelli che per cinquecentomila lire riuscivano a scoprire che eri discendente da non so quale conte o duca, e soprattutto non sei mai discendente da quei contadini poveracci che costituivano il 99, 9% della popolazione) e pensa un pò... la mia famiglia sembrerebbe discendere da non ricordo quale conte o duca francese! Comunque il quadro dell'albero genealogico redatto a mano con caratteri di stile medioevale fa sempre un gran figurone appeso a prender polvere sulle scale di casa dei miei.
  • vincent corbo il 05/09/2010 16:10
    Che bella questa poesia!... però che delusione, credevo fossi di Campobasso.
  • denny red. il 12/04/2010 05:05
    molto bella!! piaciutissima!! bravissima!!
  • Aedo il 11/04/2010 23:46
    Poesia veramente bella, originale, densa di significato. Anche a me la chiusa finale mi è piaciuta moltissimo, in quanto crea un contrasto, una rottura con gli efficaci versi precedenti. Brava!
    Ignazio
  • gian paolo toschi il 11/04/2010 23:12
    Originale lavoro, ben confezionato. Fortissima la chiusa finale. Complimenti

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0