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Tardi

S'attarda la gioia
d'aloni d'istanti
affusolati
in velluti avvolgenti,
gentile soggiorna
per giorni e giorni:

ma lo stupido
e folle io,
ch'esule l'eluse,
s'illuse
che fuggir nel nuovo
portasse la pace
di nuvole e polvere.

Nè l'aere
e nè 'l reame,
mutati e mutilati,
conati di pace
resero a frutto:
ed ora che siedo,
ove dimoran aromi,
devo capire!

 

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2 commenti:

  • Chirio Giocoliere del Verbo il 12/04/2010 13:51
    è un piacere che palindromi e zeppa sillabica vengano notati.
  • vincent corbo il 12/04/2010 10:41
    Giochi di parole che trasportano il lettore a spasso nell'etere su una mongolfiera.

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