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Il giovanotto

Guardate, eccolo barcollante
Il giovanotto, d'ogni disordine
serbatoio, della vita già ebbro
Dopo neanche un bicchiere;

Troppo giovane si ritiene
Per perdersi in un pugno di ricordi
Pochi, eppur così pesanti
Che quasi stenta
A camminare, ad andare avanti

Quei ricordi
Avvolti in un'amara melodia
Ricoperta di zucchero
Deboli note di piano
Suonate sul suo spartito

Ricordi di quei momenti perduti
Che mai ritorneranno
Quegli errori
Che correggere mai potrà;
Guardatelo,
Sa solo trascinarseli dietro
Facendone scudo
Contro il futuro

Un futuro che non vuole affrontare
E del presente non se ne cura:
Oggi si sente la somma inutile
Di quei pochi ricordi
Pochi, eppur così pesanti
Che sua nemica si fa la memoria!

Ha paura di un'intera vita
Che non vuole affrontare
E spesso si chiede se
Il caso non sia
Di fermarsi...

Guardate, eccolo barcollante
Il giovanotto, d'ogni disordine
serbatoio, della vita già ebbro
Che alla fin se ne va.

 

l'autore Andrea Contenti ha riportato queste note sull'opera

Calcinelli, 25 marzo 2005


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