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Del tuo ventre

Cercando chi mi salvi l'anima...
Cercando chi mi spari al via...
Cercando che mi inviti al suo banchetto...

Non voglio uno spazio distorto
o un tuffo farsesco.
Non voglio un fulmine in pieno giorno,
voglio sbattere e rotolare.

Tuo figlio sarò sempre
anche nei dì di eternità
dove i sessi non varranno.

Mai a te sarò come un qualunque...
mai a restare in fila
o per un cerchio o per un cielo

 

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2 commenti:

  • Angelo D'Onofrio il 18/04/2010 17:52
    è proprio vero, francesca. mai si può dimenticare. Qualunque sia il nostro destino... a noi rimarrà ignoto. L'unica certezza è cosa siamo e da "dove" veniamo. Per certi altri aspetti, invece, ho sempre pensato che quando scrivevo "sbattere e rotolare" mi stessi riferendo ad un suicidio. Io credo che una persona che arrivi a tanto... mediti soltanto tranquillità e pace interiore. E allora... quale tranquillità e calore più efficace di un ventre materno inteso anche come DIO?... un qualsiasi Dio!
    Grazie del commento, Francesca...
  • francesca cuccia il 18/04/2010 15:38
    Sarò sempre chi dal tuo ventre è venuto al mondo.
    Mai si può dimenticare, parole bellissime bravo.

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