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Primavera a pagamento

Stacanovista del freddo,
eroe degli impianti da sci,
ora pensionato senza gloria,
disprezzato dal novanta per cento.
Inverno,
sparisci per favore.
Leonessa da sud
divoralo
come natura vuole.
L'agguato è con colori violenti
di un sole nuovo arrivato.
Prepara i denti, lo sguardo spietato
è laser
che scioglie il ghiaccio di mesi, accumulato.
L'impatto repentino
è il caldo di primo mattino.
Oggi
la Primavera
brulica sull'asfalto.
Le prostitute sono fiori,
nascoste, appariscenti
negli imbocchi laterali.
I manifesti pubblicitari sono sorrisi
per me, potenziale acquirente
con troppi valori,
capace di comprare case,
cose e illusioni.
Nell'auto mi distrae
il tepore ipnotico dei colori.

La Primavera è gratis ed io fatico ad accettarlo,
abituata a pagare per un po' di sole finto.
I soldi non hanno più senso davanti a quest'alba
generosa
che regala luce al mio universo
e illumina l'ambiguità di questo mondo
che si sveglia perso.

 

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2 commenti:

  • vincent corbo il 17/09/2010 11:46
    Qui, ritorna l'ombra del famoso shopping selvaggio, anche se la poesia avvolge ogni cosa come un turbine di colori e di riflessi.
  • laura marchetti il 21/04/2010 09:45
    bellissima poesia, bellissime metafore e sensazioni reali

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