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Riflessi

Vitrei riflessi,
trasparivan dagli occhi rugosi,
solchi stanchi, riconducevan,
ai tristi rientri,
fatalmente compromessi
dagli oscuri segreti.

Guardo le cicatrici
e i seni marmorei
irrigiditi dal dolore.

Chi sei tu donna?
Non ti riconosco.

Trastullo dell'elmo desideroso.
L'urlo dell'odio per infame oltraggio
non ha più voce,
ma in silenzio
respiro ancora

e come gambo di spine
di rosa recisa
annego
nelle mie stesse lacrime.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 23/04/2010 20:12
    Disperazione, dolore, rabbia, umiliazione... tutte schegge di un'anima in frantumi... poi, solo il silenzio... dentro... fuori.
    Molto, molto bella!
  • Antonietta Mennitti il 21/04/2010 07:18
    Molto triste e malinconica Gabry... ma intensamente bella!

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