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Hirvi

Io che credevo
che il passato macinasse
in polvere
spostai millimetri di peso
innocenti
lasciando ai resti l'ardua fatica
d'equilibrarsi in soli
-brillanti
illusorie
comete-

Non avrei mai pensato
che un distacco divenisse radice
così in fretta da dimenticare il tufo
e l'alga
circostanti

Me ne cibai però
e l'ispessimento
si fece ribellione
e con l'esequie
premature
-truce manipolo di malfattori-
si dileguarono in fretta
e senza spiegazioni

Contratta e sfinita
rimediai un'ombra
racchiusi nella tela
la mia carne bianca
voltai piano le pagine ocra
liberai la lama
dalla chiassosa ruggine

Anelo al lungo bramìto
dell'alce
al suo muschio di fiato dopo la corsa
alla terra impressa dai suoi zoccoli potenti
al suo occhio nero
con la luna
in mezzo...

 

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6 commenti:

  • Angelo Senatore il 28/03/2012 15:39
    MAGNIFICA DESCRIZIONE, BELLA POESIA
  • Anonimo il 27/04/2010 08:27
    lenta. non piaciuta. alla prossima
  • tania rybak il 23/04/2010 15:37
    MAGNIFICA DESCRIZIONE, BELLA POESIA
  • denny red. il 21/04/2010 22:34
    brava laura molto bella!!
  • loretta margherita citarei il 21/04/2010 21:07
    splendida
  • Anonimo il 21/04/2010 20:33
    Meno male che hai fatto riferimento al verso dell'Alce, così che ho capito che la poesia è dedicata alla natura, perchè leggendo le tue opere, come spesso mi accade, rimango rimbambito per una buona mezz'ora per lo sforzo che devo fare solo per cogliere il senso...
    Non per questo non posso dire che lo stupore si rinnova ogno volta.

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