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Il ritorno di Genoveffa

Mamma è venuta:
nel mio sogno
c'era
la nostalgia degli anni
miei perduti.
Lei mi diceva: Ama
la tua pace...
Ma, Genoveffa,
è qui, ed
è loquace...
come era allora
Non dire niente:
è stata troppo sola...
Accoglila:
lascia che giuochi
e la palla rincorra
di puro argento,
lascia che sia
vivace...
E faccia il
salto in lungo,
come prima,
dall'uno,
all'altro armadio.
Non è cambiata:
fa la furba ancora
con la tua tartaruga
perché lei corre...
L'altra va a fatica...
Ma lei non sa
ch'è nella sua natura,
muoversi adagio
e pensa
che sia pigra
Poi...
Quando finirà
di scorrazzare,
prendila in braccio,
stringila al tuo cuore:
è stata troppo sola...

Non pensare
che non t'abbia pensato.

 

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3 commenti:

  • Antonio rea il 19/05/2010 07:34
    Bravissima, ancora versi colmi di sentimento e tenerezza!! Poesia molto gradita!!
  • Giuseppe Tiloca il 28/04/2010 09:39
    carissima Giuseppina, mentre leggevo questa tua nobile poesia, è entrata una piccola ape dentro la mia camera.. una sudata! non l'ho ammazzata, ma mi ci sono voluti 15 minuti per liberarla...-. torniamo alla tua poesia. Io non so perchè, ma quando leggo i tuoi scritti mi salgono le lacrime. Ovviamente non le faccio uscire, però mi salgono perchè poesie come le tue non ce ne sono, sono davvero belle, piene di caratteri molto familiari, di vita.
    Alla prossima, Giuseppe
  • loretta margherita citarei il 28/04/2010 05:07
    molto bella complimenti, ciao pina tvb

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